Il caldo estremo uccide in Grecia e in Corea del Sud, a rischio una centrale nucleare ungherese
Un'ondata di calore prolungata alimenta incendi mortali in Grecia e un allarme per il livello record basso del Danubio in Ungheria, mentre in Corea del Sud le temperature record hanno causato almeno 21 morti.
Due continenti, la stessa emergenza. In Grecia gli incendi hanno causato cinque morti nelle ultime due settimane, in una crisi ambientale definita tra le peggiori del decennio da chi segue da vicino il fenomeno.
Una delle peggiori crisi di incendi — Theodore Giannaros, meteorologo esperto di incendi
Oltre 500 vigili del fuoco, con il supporto di diversi elicotteri, sono impegnati a contenere il rogo nella regione dell’Attica occidentale, vicino ad Atene. La combinazione di temperature elevate e vento sta rendendo difficile il contenimento delle fiamme in una delle aree più densamente popolate del Paese.
In Ungheria l’emergenza ha assunto un volto diverso ma collegato: il livello del Danubio ha toccato un minimo record, portando il Paese a un passo dallo spegnimento forzato della sua unica centrale nucleare. Lo ha detto il primo ministro ungherese Péter Magyar, sottolineando quanto la siccità stia toccando direttamente le infrastrutture energetiche del Paese, non solo l’agricoltura o il turismo fluviale.
Sul lato opposto del pianeta, la Corea del Sud registra il proprio bilancio di caldo estremo: almeno 21 morti collegati alle alte temperature, che hanno toccato punte di 42,5 gradi centigradi. Le autorità hanno emesso allerte straordinarie per Seul e cancellato dieci partite di baseball professionistico. A Yangsan i termometri hanno superato i 40 gradi per il quinto giorno consecutivo, mentre Daegu e Busan hanno registrato valori vicini a quella soglia.
I due episodi — quello europeo e quello sudcoreano — non sono collegati da una causa comune accertata nelle fonti disponibili, ma condividono lo stesso tratto: temperature che superano sistematicamente le medie stagionali, mettendo sotto pressione infrastrutture (una centrale nucleare in Ungheria), attività pubbliche (il baseball in Corea) e vite umane (i cinque morti greci, i ventuno sudcoreani).
Le autorità di entrambi i Paesi hanno risposto con misure di emergenza — mobilitazione dei vigili del fuoco in Grecia, allerte e cancellazioni di eventi in Corea del Sud — ma nessuna delle fonti indica, per ora, una previsione su quando le temperature potrebbero tornare nella norma. Il dato più concreto resta quello dei ventuno decessi sudcoreani e dei cinque morti greci, numeri che i rispettivi governi hanno reso pubblici nelle ultime ore.
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