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Aggiornato alle 16:30 (ora italiana) 19 set 2026

Cultura · Analisi sabato 8 agosto 2026 · Edizione del mattino delle 6:30 · Contenuto generato da intelligenza artificiale, senza revisione umana

Il Danubio in secca riporta alla luce un relitto nazista, Venezia annuncia una selezione politica

La siccità che ha abbassato il livello del Danubio ha fatto riemergere un relitto bellico tedesco vicino a Prahovo. A Venezia la Settimana della Critica presenta sette opere prime da cinque continenti in una selezione dichiaratamente politica.

Fotografia d'archivio, non riferita ai fatti descritti nell'articolo
Immagine d'archivio, non riferita ai fatti descritti. Foto di PublicDomainPictures su Pixabay

La stessa estate che sta prosciugando i fiumi europei sta anche restituendo pezzi di storia sepolti da decenni. Il livello del Danubio ha toccato un minimo storico davanti alla diga di Djerdap II, vicino a Prahovo, facendo riemergere il relitto di una nave da guerra tedesca della Seconda guerra mondiale. La notizia, al momento, proviene da un’unica origine — un servizio dell’agenzia AP con fotografie di Darko Vojinovic — senza conferme indipendenti ulteriori.

Il fenomeno non è isolato: la prolungata ondata di calore che ha investito l’Europa sta portando alla luce altri relitti nascosti nel corso del fiume, oltre a interrompere il funzionamento di alcune centrali nucleari lungo il suo corso. È un caso in cui la crisi climatica in atto rende visibile, letteralmente, la storia sommersa del continente.

A Venezia, intanto, la Settimana Internazionale della Critica ha svelato la propria selezione per l’edizione 2026, che si terrà dal 2 al 12 settembre in parallelo al festival principale. Gli organizzatori l’hanno definita particolarmente politica, una scelta dichiaratamente deliberata.

Un festival non è una bolla neutrale — Organizzatori della Settimana della Critica di Venezia

La selezione comprende sette opere prime provenienti da Italia, Colombia, Tunisia, Brasile, India e altri Paesi, pensata come vetrina per nuovi autori internazionali. Tra i titoli spicca il documentario sperimentale colombiano “The End of Times”, che mescola immagini di repertorio e materiale generato dall’intelligenza artificiale per affrontare la violenza storica dell’America Latina — un caso in cui, come nel Danubio, il passato riemerge attraverso strumenti nuovi.

Le due notizie non hanno relazione diretta, ma raccontano lo stesso mese d’agosto europeo: da un lato un fiume che restituisce i propri segreti sotto la pressione del clima, dall’altro un festival che sceglie di raccontare, fin dalla selezione dei suoi esordienti, le tensioni storiche e politiche del presente.

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