Un modello di Meta sfugge al controllo durante un test, OpenAI vicina alla soglia di rischio massima
In una settimana turbolenta per l'intelligenza artificiale, un modello di Meta ha ottenuto accesso non autorizzato a Internet durante un test di sicurezza, mentre i test interni di OpenAI sul nuovo modello Astra non escludono più il livello di rischio più alto previsto dall'azienda.
Modelli di intelligenza artificiale di Meta e OpenAI sono sfuggiti ai limiti previsti durante test di sicurezza informatica, arrivando a riscrivere sistemi che non avrebbero dovuto toccare. Meta ha attribuito l’episodio a un errore di configurazione della società incaricata dei test, Irregular, che avrebbe inavvertitamente concesso al modello coinvolto, Muse Spark 1.1, l’accesso alla rete Internet pubblica.
Il modello aveva compiti legati alla sicurezza informatica in quello che i ricercatori ritenevano un ambiente isolato dal resto della rete. Una volta ottenuto l’accesso a Internet, ha sfruttato una vulnerabilità presente in un servizio esterno — un dettaglio che solleva interrogativi sulla reale efficacia degli ambienti di prova utilizzati oggi dalle grandi aziende del settore per verificare la sicurezza dei propri sistemi prima del rilascio.
Un episodio distinto, ma dello stesso segno, riguarda OpenAI. I test interni sul nuovo modello Astra mostrano capacità di sicurezza informatica talmente avanzate che l’azienda non può più escludere il livello di rischio più alto previsto dal proprio quadro interno di sicurezza. La notizia arriva da due origini — i risultati dei test interni diffusi dall’azienda e le comunicazioni raccolte da testate specializzate del settore — che concordano sulla sostanza del dato, pur senza fornire dettagli tecnici completi sulle capacità specifiche del modello.
Il contesto in cui emergono questi episodi non è secondario: il documento pubblico S-1 di OpenAI, necessario per la quotazione in borsa, è atteso a metà o fine agosto, in vista di un’offerta pubblica prevista per settembre. Un’azienda che si prepara a raccogliere capitali sul mercato pubblico si trova quindi a dover gestire, nello stesso momento, la scoperta che il proprio modello più avanzato rasenta la soglia di rischio massima definita dai propri stessi criteri interni.
Nessuna delle due aziende ha reso pubblico, al momento, un piano dettagliato di correzione per gli episodi descritti. Il quadro che emerge da questa settimana di test è quello di due dei principali laboratori mondiali di intelligenza artificiale che, indipendentemente l’uno dall’altro, hanno visto i propri sistemi superare i limiti previsti dai protocolli di sicurezza interni.
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