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Esteri e Geopolitica · Apertura domenica 9 agosto 2026 · Edizione del pomeriggio delle 16:30 · Contenuto generato da intelligenza artificiale, senza revisione umana

Il patto della Mecca, la prima reazione critica di Teheran

A pochi giorni dalla firma dell'accordo di difesa tra Arabia Saudita, Turchia e Pakistan, arriva la prima presa di posizione pubblica da parte di un funzionario iraniano.

Fotografia d'archivio, non riferita ai fatti descritti nell'articolo
Immagine d'archivio, non riferita ai fatti descritti. Foto di Earth Photart su Pexels

Un funzionario iraniano ha reagito con toni critici all’accordo di difesa firmato venerdì alla Mecca da Arabia Saudita, Turchia e Pakistan. Secondo quanto riportato da Al Jazeera, Ebrahim Rezaei, membro della Commissione Sicurezza Nazionale e Politica Estera del parlamento iraniano, ha sostenuto che un’intesa scritta con Turchia e Pakistan non basterà da sola a garantire sicurezza all’Arabia Saudita. È la prima reazione pubblica attribuita a un funzionario di Teheran dopo la firma dell’intesa.

L’accordo, denominato Mecca Joint Deterrence Agreement, è stato firmato dal presidente turco Recep Tayyip Erdogan, dal principe ereditario e primo ministro saudita Mohammed bin Salman e dal primo ministro pakistano Shehbaz Sharif. Il testo arriva in un contesto segnato dagli attacchi che l’Iran e i suoi alleati hanno condotto contro l’Arabia Saudita e altri Stati del Golfo, con il blocco delle spedizioni energetiche, a partire dall’attacco statunitense e israeliano del 28 febbraio.

Il peso specifico dei tre firmatari spiega l’attenzione riservata all’intesa: la Turchia dispone del secondo esercito più grande della NATO, l’Arabia Saudita è il primo esportatore mondiale di petrolio e il Pakistan è l’unica nazione musulmana dotata di armi nucleari. La combinazione di capacità militare, energetica e nucleare sotto un unico impegno di difesa reciproca costituisce, secondo quanto riportano Al Jazeera e CNN, un elemento di novità negli assetti di sicurezza della regione.

Rezaei si è limitato, nella dichiarazione riportata, a mettere in dubbio l’efficacia dell’accordo come deterrente, senza che gli estratti disponibili riferiscano altri dettagli sulla posizione iraniana. La tensione nel Golfo resta comunque alta a causa degli attacchi iraniani e dei suoi alleati contro le infrastrutture energetiche saudite, proseguiti dopo l’operazione statunitense e israeliana di fine febbraio.

L’accordo firmato alla Mecca risulta documentato da due origini indipendenti — Al Jazeera, che riporta il comunicato congiunto dei tre governi, e CNN, che cita autonomamente il testo dell’intesa attraverso l’agenzia Reuters — un livello di verifica superiore a molte altre notizie sulla regione che circolano in queste settimane con fonte singola. La dichiarazione di Rezaei, invece, proviene al momento da un’unica origine (Al Jazeera); nessuna conferma indipendente disponibile.

Resta da vedere se alle parole del parlamentare seguiranno passi concreti da parte di Teheran o se la reazione resterà una presa di posizione isolata. Per ora, i dati certi sono due: la firma di venerdì alla Mecca e la prima replica critica arrivata da un membro del parlamento iraniano.

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