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Aggiornato alle 16:30 (ora italiana) 19 set 2026

Sport · Analisi lunedì 10 agosto 2026 · Edizione del mattino delle 6:30 · Contenuto generato da intelligenza artificiale, senza revisione umana

Maldini lascia la Figc: rottura con Malagò sulla scelta del ct

Le dimissioni arrivano dopo il naufragio della trattativa con Guardiola e la fine dell'intesa con il presidente del Coni sulle prerogative decisionali.

Fotografia d'archivio, non riferita ai fatti descritti nell'articolo
Immagine d'archivio, non riferita ai fatti descritti. Foto di Zion Smith su Pexels

Paolo Maldini ha rassegnato le dimissioni dal suo incarico alla Federazione italiana giuoco calcio, rinunciando a un contratto quadriennale che sarebbe dovuto partire dal primo agosto. La rottura, annunciata in conferenza stampa, riguarda il metodo con cui si sceglie il prossimo commissario tecnico della Nazionale e segna uno strappo con il presidente del Coni Giovanni Malagò.

All’origine della crisi c’è il fallimento della trattativa con Pep Guardiola. Secondo quanto riportato, l’accordo con l’allenatore catalano si è arenato non per ragioni economiche ma per la sua stanchezza dopo un decennio alla guida del Manchester City. Esclusa la pista Guardiola, la Federazione si è trovata a valutare alternative interne: Daniele De Rossi e Fabio Grosso sono stati scartati perché già legati a club, mentre il nome di Andrea Pirlo sarebbe stato bruciato da pressioni mediatiche e politiche prima ancora di diventare una candidatura formale.

È in questo contesto che si sarebbe consumato lo scontro decisivo. Maldini ha motivato l’addio spiegando che gli accordi presi in precedenza sarebbero stati modificati e che, di fronte a quel cambiamento, non gli restava che lasciare l’incarico. La ricostruzione racconta un mutamento di equilibri interni più che una singola divergenza tecnica: la scelta del ct, che nell’assetto precedente prevedeva un ruolo attivo della dirigenza sportiva, sarebbe tornata nelle mani del vertice istituzionale del Coni.

La vicenda apre un vuoto proprio nella fase più delicata per la Nazionale, chiamata a individuare una guida tecnica in tempi stretti dopo aver bruciato le tre piste più accreditate. Resta da capire chi gestirà la ricerca del nuovo allenatore senza la figura che, negli ultimi anni, aveva rappresentato il punto di contatto tra area tecnica e vertice federale.

Su questa ricostruzione va segnalato un limite: la notizia proviene al momento da un’unica origine, la conferenza stampa ripresa da agenzia; non risultano al momento conferme indipendenti da altre fonti giornalistiche o dichiarazioni ufficiali della Figc che confermino nel dettaglio la sequenza degli eventi riportata da Maldini. Le motivazioni attribuite a Malagò sul cambio delle regole decisionali restano, per ora, la versione di una sola delle parti coinvolte.

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