Danubio in secca e attacchi russi alla rete ucraina: due stati d'emergenza energetica in pochi giorni
Romania e Moldova hanno dichiarato separatamente l'emergenza energetica: la prima per il crollo dei livelli del Danubio, la seconda dopo che un attacco russo in Ucraina ha disconnesso una linea elettrica chiave.
Due paesi confinanti, due cause diverse, un’unica pressione sulla rete elettrica dell’Europa sud-orientale. Il premier romeno Ilie Bolojan ha dichiarato lo stato di emergenza nazionale nel settore energetico per l’intero mese di agosto, dopo che il livello del Danubio, sceso a un minimo record, ha costretto allo spegnimento di uno dei reattori della centrale nucleare di Cernavodă. Il governo ha stanziato fondi per lavori sul fiume destinati a deviare temporaneamente acqua da un canale, nel tentativo di mantenere collegato alla rete il secondo reattore. Bucarest è al momento in trattative con l’Ucraina e altri paesi vicini per garantire importazioni di energia nelle ore di maggior consumo.
L’effetto pratico si misura già sull’industria: oltre 80 grandi consumatori industriali, tra cui gli stabilimenti Dacia e Ford, hanno sospeso o ridotto la produzione fino al 19 agosto per alleggerire il carico sulla rete nazionale.
A poca distanza, il Parlamento moldavo ha votato uno stato di emergenza energetico separato, della durata di 60 giorni, dopo che attacchi russi contro la rete elettrica ucraina hanno disconnesso la linea Isaccea-Vulcănești, che collega la Moldova meridionale alla Romania, paese membro dell’Unione europea. La misura è passata con 72 voti favorevoli su 101, nessun contrario e 18 astenuti. Le autorità di Chișinău hanno invitato la popolazione a consumare elettricità “razionalmente” nelle ore di punta, mentre proseguono le riparazioni della linea.
| Paese | Durata emergenza | Causa diretta |
|---|---|---|
| Romania | Tutto agosto | Livelli record bassi del Danubio, reattore di Cernavodă spento |
| Moldova | 60 giorni | Attacco russo che ha disconnesso la linea Isaccea-Vulcănești |
an attack on us, here in the Republic of Moldova — Alexandru Munteanu, primo ministro della Moldova
Le due dichiarazioni restano formalmente distinte — una legata alla siccità, l’altra alla guerra in Ucraina — ma condividono lo stesso effetto immediato: entrambi i governi stanno gestendo la crisi cercando importazioni dall’estero nelle ore di picco, segno di margini di manovra interni ormai ridotti su entrambi i lati del confine romeno-moldavo.
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