Oro sopra i 4.340 dollari, petrolio in rialzo sull'incertezza su Hormuz
Rispetto ai massimi di stamattina, i mercati mostrano oggi due segnali nuovi: l'oro tocca un massimo da fine luglio e il petrolio sale mentre restano aperti i segnali contrastanti tra Usa e Iran sullo stretto.
Ai dati di stamattina sull’S&P 500 al massimo delle 52 settimane e sul rialzo del Nasdaq, si aggiungono nel pomeriggio due movimenti distinti che riguardano l’oro e il petrolio, entrambi legati all’evoluzione delle attese sui tassi della Federal Reserve e sulle trattative attorno allo Stretto di Hormuz.
L’oro è salito del 2,11 per cento, arrivando a 4.342 dollari l’oncia, il livello più alto da fine luglio, mentre i rendimenti obbligazionari statunitensi e il dollaro si sono indeboliti in parallelo. Il rendimento del Treasury decennale è sceso al 4,651 per cento, un movimento che i trader leggono come segnale che la fase di rialzo dei tassi della Fed sia da considerarsi conclusa. L’indice del dollaro si è indebolito dello 0,39 per cento, scendendo sotto la soglia di 100. Sul fronte azionario, il Nasdaq è salito dell’1,30 per cento e l’S&P 500 dello 0,62 per cento, toccando 7.758 punti, pari al massimo delle ultime 52 settimane.
| Indicatore | Dato di oggi |
|---|---|
| Oro | 4.342 $/oncia (+2,11%, massimo da fine luglio) |
| Treasury decennale | 4,651% |
| Indice del dollaro | -0,39%, sotto quota 100 |
| Nasdaq | +1,30% |
| S&P 500 | 7.758 punti (massimo 52 settimane) |
| Brent (ottobre) | 84,42 $/barile (+1,04%) |
| WTI (settembre) | 78,83 $/barile (+0,83%) |
Sul fronte energetico, il petrolio è salito lunedì mentre gli operatori continuano a valutare segnali contrastanti tra Stati Uniti e Iran su un possibile accordo per riaprire lo Stretto di Hormuz. I futures sul Brent per consegna a ottobre sono avanzati dell’1,04 per cento a 84,42 dollari al barile, mentre il WTI statunitense per settembre è salito dello 0,83 per cento a 78,83 dollari al barile.
Il quadro complessivo mostra dunque un mercato azionario che continua a muoversi sui massimi mentre oro e petrolio, beni tipicamente legati a percezioni di rischio o incertezza geopolitica, salgono in parallelo — un allineamento meno comune rispetto ai giorni in cui le borse corrono sull’ottimismo puro.
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