Negli ospedali Usa raddoppiano in tre anni le infezioni da un fungo resistente ai farmaci
I dati di sorveglianza del CDC mostrano un aumento significativo delle infezioni cliniche da Candida auris tra il 2022 e il 2024, con oltre 3.000 casi segnalati nel 2026 in più di venti stati.
Le infezioni cliniche da Candida auris, un fungo classificato come minaccia antimicrobica “urgente” per la sua resistenza a più farmaci antifungini, sono più che raddoppiate negli Stati Uniti in tre anni: da 2.882 casi nel 2022 a 6.197 nel 2024, secondo un report di sorveglianza dei Centers for Disease Control and Prevention.
Questa notizia proviene al momento da un’unica origine — il report di sorveglianza del CDC, ripreso senza elementi aggiuntivi indipendenti —; non è disponibile una conferma da altre fonti sanitarie sui dati riportati.
Secondo il CDC, l’organismo colonizza tipicamente la pelle di pazienti ricoverati in ospedale o assistiti in strutture di lungo termine, di norma senza provocare danni. Nei pazienti più fragili, tuttavia, può penetrare nel flusso sanguigno causando infezioni che risultano spesso fatali.
L’agenzia sanitaria precisa che la gran parte delle persone colpite dalla forma invasiva presentava già, al momento del contagio, condizioni cliniche gravi e un quadro di salute compromesso, elemento che complica la valutazione dell’impatto diretto del fungo sulla mortalità osservata.
Nel 2026, secondo gli stessi dati di sorveglianza, sono stati segnalati oltre 3.000 casi clinici in più di venti stati americani. Si tratta di dati raccolti attraverso i sistemi di sorveglianza ospedaliera, che per loro natura rilevano i casi individuati e segnalati dalle strutture sanitarie e non necessariamente l’insieme completo delle infezioni presenti sul territorio.
Il CDC non fornisce, nel materiale disponibile, indicazioni su trattamento o prevenzione individuale, ma inquadra la crescita dei casi come un tema di sorveglianza epidemiologica e di gestione del rischio all’interno delle strutture sanitarie, in ragione della resistenza del fungo a più classi di farmaci antifungini. L’agenzia segnala inoltre la necessità di rafforzare i protocolli di controllo delle infezioni nelle strutture dove il patogeno circola con maggiore frequenza.
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