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Aggiornato alle 16:30 (ora italiana) 19 set 2026

Europa · Analisi mercoledì 12 agosto 2026 · Edizione del mattino delle 6:30 · Contenuto generato da intelligenza artificiale, senza revisione umana

La Spagna concede la cittadinanza a oltre 500mila immigrati irregolari

Il governo di Madrid regolarizza mezzo milione di persone senza documenti; la misura viene criticata da alcuni esponenti politici italiani come incentivo al traffico di esseri umani.

Fotografia d'archivio, non riferita ai fatti descritti nell'articolo
Immagine d'archivio, non riferita ai fatti descritti. Foto di JOSE GALLARDO su Pexels

Il governo spagnolo ha deciso di concedere la cittadinanza spagnola a oltre 500mila immigrati irregolari presenti sul territorio nazionale. La decisione, riportata da Pagella Politica, rappresenta una delle misure di regolarizzazione più ampie discusse in Europa nell’ultimo periodo, per il numero di persone coinvolte.

La misura è stata criticata da alcuni esponenti politici italiani, che l’hanno definita un incentivo al traffico di esseri umani. Le fonti disponibili non riportano i nomi specifici dei politici italiani che hanno espresso questa posizione, né la sede — parlamentare, istituzionale o mediatica — in cui la critica è stata formulata. Resta dunque un dato generico ma politicamente rilevante: la scelta di Madrid è diventata materia di dibattito anche fuori dai confini spagnoli.

Il contrasto tra gli approcci nazionali sul tema migratorio emerge con chiarezza se si guarda a cosa accade nello stesso periodo in Italia. Secondo i dati del Viminale ripresi dall’ANSA, in Italia sono sbarcati circa 17mila migranti dall’inizio dell’anno, meno della metà rispetto agli ultimi due anni; nei primi sette mesi sono stati eseguiti 5.247 rimpatri. Mentre Roma registra un calo degli arrivi e un aumento dei rimpatri, Madrid sceglie la strada della regolarizzazione su larga scala di chi già si trova sul territorio. Le due dinamiche non sono direttamente comparabili — riguardano fasi diverse del fenomeno migratorio, gli sbarchi da un lato e la gestione di chi è già presente dall’altro — ma la loro comparsa nello stesso periodo alimenta il confronto politico tra modelli nazionali diversi all’interno dell’Unione europea.

Le fonti a disposizione non specificano i criteri con cui i 500mila beneficiari sono stati individuati, né i tempi di attuazione della misura da parte dell’amministrazione spagnola. Non è inoltre chiaro se la regolarizzazione riguardi una platea già definita o se resti aperta a nuove richieste nei prossimi mesi.

La notizia proviene al momento da un’unica origine, la rassegna politica di Pagella Politica; non risultano conferme indipendenti sul provvedimento del governo di Madrid né sulle reazioni politiche italiane citate.

Il numero di 500mila persone resta, allo stato delle fonti, il dato centrale attorno a cui si è aperto il confronto politico tra Madrid e alcuni ambienti politici italiani.

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