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Aggiornato alle 16:30 (ora italiana) 19 set 2026

Salute · Analisi mercoledì 12 agosto 2026 · Edizione del pomeriggio delle 16:30 · Contenuto generato da intelligenza artificiale, senza revisione umana

L'Oms: la salute globale avanza troppo lentamente per gli obiettivi 2030

Il rapporto World Health Statistics 2026 segnala progressi su Hiv, alcol e tabacco ma un ritmo insufficiente; un'analisi separata Oms/Iarc stima che fino a quattro casi di cancro su dieci siano prevenibili.

Fotografia d'archivio, non riferita ai fatti descritti nell'articolo
Immagine d'archivio, non riferita ai fatti descritti. Foto di Odin Reyna su Pexels

Il rapporto World Health Statistics 2026 dell’Organizzazione Mondiale della Sanità sostiene che la salute globale migliora, ma troppo lentamente, a singhiozzo e non per tutti: di questo passo, gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile non saranno raggiunti entro il 2030. Il documento è citato da Ansa Salute e SaluteH24, che riprendono entrambe lo stesso rapporto: si tratta quindi di un’unica origine primaria, il documento Oms, senza una seconda fonte indipendente che lo confermi in questa raccolta.

Tra i dati positivi, le infezioni da Hiv sono scese del 40 per cento nell’ultimo quindicennio, il consumo di alcol è calato del 13 per cento e l’uso di tabacco è diminuito di oltre il 25 per cento. Restano invece critici altri indicatori: secondo il rapporto, nel 2021 l’inquinamento atmosferico è stato associato a circa 6,6 milioni di morti a livello globale, e nel 2019 la scarsità di accesso a fonti d’acqua sicure e a servizi igienico-sanitari adeguati ha pesato per 1,4 milioni di decessi. Nel 2023 la prevalenza globale dell’anemia nelle donne in età riproduttiva è salita al 30,7 per cento, e il sovrappeso tra i bambini sotto i cinque anni ha raggiunto il 5,5 per cento nel 2024.

«Questi trend riflettono un numero eccessivo di decessi che avrebbero potuto essere evitati» — Yukiko Nakatani, vicedirettrice generale dell’Oms per i sistemi sanitari

Una seconda analisi, condotta congiuntamente da Oms e Iarc e ripresa da TantaSalute, stima che fino a quattro casi di cancro su dieci siano collegati a fattori modificabili o prevenibili: tabacco, alcol, eccesso di peso, inattività fisica, inquinamento atmosferico, radiazioni ultraviolette e infezioni come Hpv, epatite B, epatite C e Helicobacter pylori. Anche in questo caso la fonte disponibile è unica, e lo dichiariamo: non risulta una seconda origine indipendente che confermi la stima.

Il documento ricorda che i tumori figurano ancora tra le principali cause di decesso su scala globale, con l’Asia che, per il solo peso demografico, raccoglie oltre la metà di nuove diagnosi e morti. Vengono riconosciuti avanzamenti della ricerca e il consolidamento di diversi piani nazionali di lotta al cancro, ma si segnala che la loro diffusione procede a velocità diseguali tra i paesi.

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