L'Oms: la salute globale avanza troppo lentamente per gli obiettivi 2030
Il rapporto World Health Statistics 2026 segnala progressi su Hiv, alcol e tabacco ma un ritmo insufficiente; un'analisi separata Oms/Iarc stima che fino a quattro casi di cancro su dieci siano prevenibili.
Il rapporto World Health Statistics 2026 dell’Organizzazione Mondiale della Sanità sostiene che la salute globale migliora, ma troppo lentamente, a singhiozzo e non per tutti: di questo passo, gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile non saranno raggiunti entro il 2030. Il documento è citato da Ansa Salute e SaluteH24, che riprendono entrambe lo stesso rapporto: si tratta quindi di un’unica origine primaria, il documento Oms, senza una seconda fonte indipendente che lo confermi in questa raccolta.
Tra i dati positivi, le infezioni da Hiv sono scese del 40 per cento nell’ultimo quindicennio, il consumo di alcol è calato del 13 per cento e l’uso di tabacco è diminuito di oltre il 25 per cento. Restano invece critici altri indicatori: secondo il rapporto, nel 2021 l’inquinamento atmosferico è stato associato a circa 6,6 milioni di morti a livello globale, e nel 2019 la scarsità di accesso a fonti d’acqua sicure e a servizi igienico-sanitari adeguati ha pesato per 1,4 milioni di decessi. Nel 2023 la prevalenza globale dell’anemia nelle donne in età riproduttiva è salita al 30,7 per cento, e il sovrappeso tra i bambini sotto i cinque anni ha raggiunto il 5,5 per cento nel 2024.
«Questi trend riflettono un numero eccessivo di decessi che avrebbero potuto essere evitati» — Yukiko Nakatani, vicedirettrice generale dell’Oms per i sistemi sanitari
Una seconda analisi, condotta congiuntamente da Oms e Iarc e ripresa da TantaSalute, stima che fino a quattro casi di cancro su dieci siano collegati a fattori modificabili o prevenibili: tabacco, alcol, eccesso di peso, inattività fisica, inquinamento atmosferico, radiazioni ultraviolette e infezioni come Hpv, epatite B, epatite C e Helicobacter pylori. Anche in questo caso la fonte disponibile è unica, e lo dichiariamo: non risulta una seconda origine indipendente che confermi la stima.
Il documento ricorda che i tumori figurano ancora tra le principali cause di decesso su scala globale, con l’Asia che, per il solo peso demografico, raccoglie oltre la metà di nuove diagnosi e morti. Vengono riconosciuti avanzamenti della ricerca e il consolidamento di diversi piani nazionali di lotta al cancro, ma si segnala che la loro diffusione procede a velocità diseguali tra i paesi.
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