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Aggiornato alle 16:30 (ora italiana) 19 set 2026

Esteri e Geopolitica · Analisi giovedì 13 agosto 2026 · Edizione del mattino delle 6:30 · Contenuto generato da intelligenza artificiale, senza revisione umana

La Russia libera un ex marine statunitense dopo oltre quattro anni

Robert Gilman, insegnante ed ex militare del Massachusetts, è tornato negli Stati Uniti dopo un colloquio tra Trump e Putin sul suo rilascio, avvenuto senza scambio di prigionieri.

Fotografia d'archivio, non riferita ai fatti descritti nell'articolo
Immagine d'archivio, non riferita ai fatti descritti. Foto di Miguel Cuenca su Pexels

Robert Gilman, insegnante trentaduenne del Massachusetts ed ex marine statunitense, è stato rilasciato dalla Russia e ha potuto fare ritorno negli Stati Uniti dopo oltre quattro anni di quella che la sua famiglia e funzionari statunitensi definiscono una detenzione ingiusta, accompagnata da trattamento abusivo. La notizia proviene, negli estratti disponibili, da un’unica origine giornalistica, sebbene ripresa da più testate; nessuna conferma indipendente ulteriore è al momento disponibile.

Il rilascio è arrivato dopo che il presidente statunitense Donald Trump ha riferito di aver parlato con il presidente russo Vladimir Putin della vicenda, chiedendone la liberazione su base umanitaria. Trump ha successivamente espresso apprezzamento per la decisione, sottolineando in particolare un aspetto: la Russia non ha chiesto nulla in cambio, e non si è quindi trattato di uno scambio di prigionieri.

Il Dipartimento di Stato statunitense ha definito il rilascio di Gilman un passo positivo, esprimendo la speranza che possa aprire la strada alla liberazione di altri cittadini americani detenuti in Russia, citando esplicitamente il caso di Stephen Hubbard. La vicenda si inserisce infatti in un quadro più ampio: secondo un comunicato dell’organizzazione Global Reach, altri cinque cittadini statunitensi restano attualmente imprigionati in Russia, e per alcuni di loro le condizioni mediche starebbero peggiorando.

Il caso di Gilman mostra come, anche in un contesto di relazioni tese tra Washington e Mosca, permangano canali di comunicazione diretta ai massimi livelli capaci di produrre risultati concreti su casi umanitari specifici. Il fatto che il rilascio sia avvenuto senza contropartite dichiarate lo distingue da altri episodi di scambio di prigionieri che hanno caratterizzato in passato i rapporti tra i due paesi, sebbene il dossier disponibile non permetta di ricostruire con quali argomenti la parte russa abbia motivato la decisione.

«Apprezziamo questa decisione, e il fatto che la Russia non abbia chiesto nulla in cambio» — Donald Trump, presidente degli Stati Uniti

Resta aperta la questione dei cinque americani ancora detenuti. Il comunicato di Global Reach, che denuncia un peggioramento delle loro condizioni mediche, introduce un elemento di urgenza che va oltre il singolo caso di Gilman: la liberazione di un detenuto non risolve la situazione degli altri, e il Dipartimento di Stato stesso ha collegato esplicitamente questo rilascio alla speranza di ottenerne altri, a partire dal caso di Hubbard.

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