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Aggiornato alle 16:30 (ora italiana) 19 set 2026

Cinema & Spettacoli · Analisi giovedì 13 agosto 2026 · Edizione del pomeriggio delle 16:30 · Contenuto generato da intelligenza artificiale, senza revisione umana

Locarno chiude i programmi industry: premi a un restauro con Godard e a tre film africani

Il festival ha assegnato i riconoscimenti di Locarno Pro e Open Doors, dal recupero di un'opera con una rara apparizione di Jean-Luc Godard davanti alla macchina da presa a tre progetti da Uganda, Somalia e Ghana.

Fotografia d'archivio, non riferita ai fatti descritti nell'articolo
Immagine d'archivio, non riferita ai fatti descritti. Foto di Lorenza Magnaghi su Pexels

Il Locarno Film Festival ha chiuso l’edizione 2026 dei propri programmi industry con una serie di premi che riguardano restauro, sviluppo di progetti e co-produzione internazionale, secondo quanto riportato dal festival e da The Hollywood Reporter.

Il Locarno Heritage Restoration Contest ha premiato il restauro di «Nous sommes tous encore ici», film del 1997 diretto da Anne-Marie Miéville, una meditazione in tre parti su filosofia e vita quotidiana. L’opera contiene una delle rare apparizioni davanti alla macchina da presa di Jean-Luc Godard, che ne fu compagno e collaboratore artistico per decenni. La giuria del festival ha definito il film un’opera essenziale del cinema svizzero firmata da una delle principali autrici del paese.

Sul fronte dei progetti in sviluppo, il premio Bright Side of the Moon First Look Award e il Le Film Français Award sono andati a «Spring Story» (Historia de primavera), diretto da Gabriela Guillermo e Irina Raffo. I due riconoscimenti, secondo il comunicato di Locarno Pro, valgono complessivamente 5.600 euro in spazi pubblicitari.

Parallelamente si è conclusa la 24esima edizione di Locarno Open Doors, il programma dedicato a cineasti provenienti da regioni dove l’espressione artistica è a rischio. È la seconda volta che l’iniziativa si concentra sul continente africano, dopo un ciclo triennale dedicato all’America Latina, secondo quanto riportato da Deadline e The Hollywood Reporter.

Il premio principale, 50.000 franchi svizzeri finanziati dal fondo svizzero Visions Sud Est, è stato diviso tra tre progetti: «A Vineyard For A Lobster» del ugandese Talemwa Pius, «Accept My Plea for Burial» del somalo Mohammed Sheikh e «Too Much Music» della ghanese Aseye Fiagbe. Il film di Pius racconta di un villaggio ugandese colpito dalla siccità che si sveglia coperto di neve, secondo la descrizione riportata da The Hollywood Reporter.

I programmi Pro e Open Doors non assegnano premi al pubblico o alla critica in senso tradizionale: funzionano come piattaforme di finanziamento e visibilità per opere ancora in fase di produzione, restauro o distribuzione. Il valore economico dei riconoscimenti — dai 5.600 euro in pubblicità per «Spring Story» ai 50.000 franchi divisi tra i tre progetti africani — indica il peso che il festival ticinese attribuisce a queste sezioni rispetto alla concorrenza principale, orientata invece ai film già completati.

La combinazione dei due annunci — un restauro che riporta alla luce un’opera con Godard e un focus continuativo sull’Africa attraverso Open Doors — mostra le due direzioni in cui Locarno investe risorse industry: la conservazione del patrimonio cinematografico europeo e il sostegno a cineasti emergenti di regioni sottorappresentate nei circuiti di finanziamento internazionale.

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