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Cinema & Spettacoli · Analisi venerdì 14 agosto 2026 · Edizione del mattino delle 6:30 · Contenuto generato da intelligenza artificiale, senza revisione umana

Il Sarajevo Film Festival apre con «Fatherland» di Pawlikowski

La 32ª edizione si tiene dal 14 al 21 agosto. Il film d'apertura, premio per la regia a Cannes, racconta il rapporto tra Thomas Mann e la figlia Erika; Emily Watson presiede la giuria e riceve l'Honorary Heart of Sarajevo, assegnato anche ad Asghar Farhadi.

Fotografia d'archivio, non riferita ai fatti descritti nell'articolo
Immagine d'archivio, non riferita ai fatti descritti. Foto di Vlad Chețan su Pexels

Il festival che si apre oggi nella capitale bosniaca ha scelto per l’inaugurazione un film sulla frattura tra un padre e una figlia dentro la Germania del Novecento. La 32ª edizione del Sarajevo Film Festival si svolge dal 14 al 21 agosto 2026 e si apre con «Fatherland» di Paweł Pawlikowski.

Una precisazione sulle fonti: la notizia proviene al momento da un’unica origine — l’annuncio del Sarajevo Film Festival, ripreso da Screen Daily, Deadline e UPI; nessuna conferma indipendente disponibile oltre la comunicazione del festival.

Il film

«Fatherland» racconta il rapporto tra lo scrittore premio Nobel Thomas Mann e la figlia Erika, interpretati da Hanns Zischler e Sandra Hüller. Il film ha vinto il premio per la miglior regia al Festival di Cannes 2026 e chiude la trilogia che Pawlikowski ha dedicato alla Guerra fredda.

Sulla scelta di Sarajevo come tappa, il regista ha commentato: «Mi sembra un buon contesto per mostrare il film» (traduzione nostra). La sobrietà della formula non nasconde il punto: un festival nato in una città assediata è una sede che carica di significato un film sull’esilio e sulla frattura politica dentro una famiglia.

La giuria e i premi di carriera

L’attrice Emily Watson presiede la giuria del concorso lungometraggi e riceve l’Honorary Heart of Sarajevo, il riconoscimento onorario del festival. Lo stesso premio va al regista iraniano Asghar Farhadi, al quale la manifestazione dedica una retrospettiva.

La scelta di Farhadi ha un peso che va oltre la selezione: un festival dei Balcani che dedica la propria retrospettiva a un autore iraniano segnala una geografia di riferimento che non coincide con quella dei circuiti dell’Europa occidentale. È il tipo di programmazione che nelle rassegne maggiori compare come parentesi e qui occupa il centro.

L’apertura e la chiusura

La cerimonia di apertura del 14 agosto è condotta dall’attore bosniaco Kerim Čutuna. La chiusura, il 21 agosto, prevede la proiezione di «No Man’s Land» di Danis Tanović: un film del cinema bosniaco riportato sullo schermo di casa a chiudere il cerchio della settimana.

Un nuovo premio del pubblico

La novità organizzativa dell’edizione è un riconoscimento istituito insieme all’esercente Cineplexx: un premio del pubblico per il miglior film della sezione Open Air Premiere, del valore complessivo di 20.000 euro.

La cifra non è simbolica per un festival di questa dimensione, e la formula scelta — voto degli spettatori, sezione all’aperto — indica dove il festival colloca il proprio baricentro. Assegnare un premio dotato alla sezione all’aperto significa dare valore economico al giudizio della sala e non solo a quello della giuria.

Dal premio di Cannes a Sarajevo

Il percorso del film d’apertura dice qualcosa sul posto che la manifestazione occupa nel calendario: un titolo premiato per la regia a Cannes arriva in Bosnia poche settimane dopo, come inaugurazione di una rassegna e non come replica di passaggio. Per un autore che chiude qui una trilogia sulla Guerra fredda, la scelta della sede aggiunge un livello di lettura che il festival stesso mette in evidenza affidandogli la prima serata.

Il verdetto della giuria presieduta da Emily Watson è atteso alla chiusura del 21 agosto.

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