Piogge record nella prefettura di Chiba: almeno otto morti e 351 millimetri in un giorno
Tra il 13 e il 14 agosto nubifragi eccezionali hanno allagato l'area a est di Tokyo. L'Agenzia meteorologica giapponese ha emesso l'allerta di livello massimo; oltre settemila persone hanno trascorso la notte nei centri di accoglienza.
La prefettura di Chiba, immediatamente a est di Tokyo, ha registrato fra il 13 e il 14 agosto un evento di pioggia che le serie storiche locali non contenevano. Alla stazione di rilevamento di Chiba, riporta The Watchers sulla base dei bollettini dell’Agenzia meteorologica giapponese e del quartier generale prefettizio, il 13 agosto sono caduti 351 millimetri di pioggia in una giornata: il massimo giornaliero in una serie che parte dal 1966, contro un precedente primato di 259 millimetri.
Il bilancio. Le autorità prefettizie e municipali hanno confermato almeno otto morti nelle città di Chiba, Ichikawa, Kashiwa, Sakura e Yachiyo. Il numero è quello accertato al momento della pubblicazione: in eventi di questo tipo il conteggio delle vittime si consolida nei giorni successivi, con l’accesso alle aree allagate. L’alluvione è stata coperta nella stessa giornata anche da Boston 25 News e da Al Jazeera.
La macchina dell’emergenza. Alle sei del mattino del 14 agosto 7.359 persone erano ospitate in 359 strutture di accoglienza distribuite in 39 comuni. Le interruzioni di corrente hanno riguardato fino a 68.000 utenze secondo TEPCO Power Grid, scese a circa 18.000 nel corso della giornata del 14. Sono state emesse informazioni di pericolo alluvione di livello 4 su otto fiumi e di livello 5 sul fiume Murata.
La scala giapponese delle allerte è a cinque gradini, e il quinto non è un avvertimento preventivo: indica che la situazione critica è già in corso. Il fatto rilevante, nel materiale disponibile, è che l’allerta di livello 5 dell’Agenzia meteorologica sia stata emessa per la prima volta in questa prefettura. Chiba non è un’area marginale: confina con l’agglomerato di Tokyo e ospita l’aeroporto di Narita.
Il fattore calendario. Il maltempo è arrivato durante la settimana di Bon, uno dei periodi di maggiore mobilità dell’anno in Giappone, quando gli spostamenti verso i luoghi d’origine familiari si concentrano in pochi giorni. Migliaia di viaggiatori sono rimasti bloccati nell’area dell’aeroporto di Narita. La sovrapposizione fra un evento meteorologico estremo e un picco di mobilità nazionale moltiplica il numero di persone esposte in transito — cioè fuori casa, spesso in aree che non conoscono — e complica le operazioni di soccorso, perché la popolazione presente sul territorio in quei giorni non coincide con quella residente su cui sono dimensionati i piani di emergenza.
Cosa dicono e cosa non dicono i numeri. I 351 millimetri sono un dato strumentale di una singola stazione, non una media prefettizia: altre stazioni possono aver registrato valori inferiori o superiori. Il confronto con il 1966 riguarda la serie storica di quella stazione, non l’intera storia meteorologica dell’area. Nessuna delle fonti citate propone un’attribuzione dell’evento al cambiamento climatico, e in assenza di uno studio di attribuzione quel passaggio non è sostenibile: un singolo primato di serie non lo dimostra.
Quel che il dato permette di dire, invece, è quanto lo scarto sia ampio: 92 millimetri sopra il precedente massimo giornaliero significa che il vecchio primato è stato superato di oltre un terzo. Le infrastrutture di drenaggio urbano vengono dimensionate su soglie ricavate proprio da queste serie; quando il valore massimo osservato si sposta di quella misura, i parametri di progetto in vigore descrivono un clima che non è più quello misurato. Il ripristino della rete elettrica, con circa 18.000 utenze ancora scollegate a fine giornata del 14, è il primo indicatore concreto dei tempi di rientro.
← Archivio · Prima pagina · Editoriali passati · Segnala un errore