«Michael» supera il miliardo di dollari e diventa il film biografico più visto al botteghino
Il film di Antoine Fuqua sulla vita di Michael Jackson è il secondo titolo del 2026 a superare la soglia del miliardo di incassi mondiali, davanti a «Oppenheimer». Dal 10 agosto è disponibile sulla piattaforma Starz.
Il cinema che riempie le sale e quello che riempie i festival hanno due calendari distinti, e agosto li mostra affiancati: da un lato un film biografico che ha appena chiuso il ciclo in sala, dall’altro il programma della Mostra di Venezia in partenza a settembre.
Il primato al botteghino. «Michael», il film musicale biografico diretto da Antoine Fuqua e scritto da John Logan, ha superato il miliardo di dollari di incassi nel botteghino mondiale. È il secondo titolo del 2026 a raggiungere quella soglia. Nel farlo ha superato «Oppenheimer» di Christopher Nolan, diventando il film biografico con il maggiore incasso complessivo della storia. I dati sono riportati dalla redazione di Variety e nella ricostruzione basata su Box Office Mojo dei numeri uno settimanali negli Stati Uniti, dove il film aveva debuttato con 97,2 milioni di dollari, superando il precedente primato di «Straight Outta Compton».
Due elementi meritano di essere distinti. Il debutto da 97,2 milioni riguarda il solo mercato statunitense e la sola settimana d’esordio; il miliardo riguarda l’incasso mondiale accumulato. Il primo misura la capacità di attrarre il pubblico nel fine settimana di apertura, cioè la resa del lancio; il secondo misura la tenuta nel tempo e la penetrazione fuori dagli Stati Uniti. Che entrambi siano primati di categoria indica che il film non ha vissuto solo del proprio debutto.
Il passaggio alla piattaforma. Dal 10 agosto 2026 «Michael» è disponibile su Starz. Il dettaglio non è marginale nell’economia del titolo: il film arriva alla distribuzione domestica dopo aver completato il proprio ciclo in sala e dopo aver stabilito il primato di categoria, non prima. È l’ordine che consente di attribuire al passaggio in sala l’intero risultato al botteghino, senza la sovrapposizione tipica delle uscite simultanee.
Il calendario dei festival. A tre settimane di distanza si apre l’ottantatreesima Mostra internazionale d’arte cinematografica, al Lido di Venezia dal 2 al 12 settembre 2026, con la direzione artistica di Alberto Barbera. Ad aprire, in concorso e in prima mondiale, è «Ink», firmato da Danny Boyle: nel cast figurano Jack O’Connell, Guy Pearce e Claire Foy. Il soggetto arriva dal testo teatrale di James Graham che porta lo stesso titolo e ricostruisce come Rupert Murdoch arrivò a rilevare il Sun. La chiusura, fuori concorso, è affidata a «Dio ride» di Giovanni Veronesi, in Sala Grande sabato 12 settembre dopo la premiazione. Il programma è consultabile sul sito della Biennale di Venezia, ed è stato illustrato nella conferenza di presentazione ripresa da Lost in Cinema e da Sky TG24.
Cinque i film italiani in concorso, firmati da Marco Bechis, Edoardo De Angelis, Andrea Pallaoro, Paolo Strippoli e Nanni Moretti, che torna in gara quarantacinque anni dopo. La giuria internazionale è presieduta da Maggie Gyllenhaal; i Leoni d’oro alla carriera vanno a George Clooney ed Ellen Burstyn. La preapertura, il 1° settembre in Sala Darsena, è dedicata al restauro in 4K di «Col cuore in gola» di Tinto Brass, del 1967.
Il punto di contatto. Fra i due calendari esiste una coincidenza tematica poco notata: il film che apre Venezia racconta l’acquisizione di un quotidiano da parte di un editore, mentre il film che ha appena stabilito il primato di incassi racconta la vita di un musicista. Entrambi lavorano su figure reali e su archivi documentari. Le due strade — la sala globale e il concorso festivaliero — attingono allo stesso serbatoio narrativo, la biografia, con esiti industriali del tutto diversi: un miliardo di dollari da una parte, undici giorni di proiezioni al Lido dall’altra.
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