Le allerte di deforestazione in Amazzonia scendono a 2.874 km², il valore più basso dal 2013
I dati satellitari dell'istituto brasiliano INPE indicano un calo del 36% rispetto ai dodici mesi precedenti e del 55,6% rispetto alla media del decennio. La flessione si estende a Cerrado, Caatinga e Pampa.
Cosa è migliorato. Fra il 1° agosto 2025 e il 31 luglio 2026 il sistema DETER dell’Istituto nazionale brasiliano di ricerche spaziali (INPE) ha registrato 2.874,38 km² di allerte di deforestazione in Amazzonia. Nei dodici mesi precedenti erano stati 4.495 km²: il calo è del 36%. Rispetto alla media del decennio precedente la riduzione è del 55,6%. È il totale più basso dall’avvio dell’attuale serie DETER; includendo i dati del sistema che l’ha preceduta, l’ultimo periodo con un valore inferiore risale al 2012-2013, con 2.766 km².
La flessione non riguarda solo l’Amazzonia. Nel Cerrado le allerte sono scese a 5.119 km², il 7,8% in meno sull’anno e il minimo degli ultimi cinque anni. I dati consolidati del sistema PRODES, riferiti al periodo agosto 2024-luglio 2025 — quindi a un intervallo diverso e anteriore —, indicano cali del 34,3% nella Caatinga, del 15,3% nella Foresta Atlantica e del 41,7% nel Pampa.
| Bioma | Sistema | Dato | Variazione |
|---|---|---|---|
| Amazzonia | DETER, ago 2025-lug 2026 | 2.874 km² | −36% |
| Cerrado | DETER, ago 2025-lug 2026 | 5.119 km² | −7,8% |
| Caatinga | PRODES, ago 2024-lug 2025 | — | −34,3% |
| Foresta Atlantica | PRODES, ago 2024-lug 2025 | — | −15,3% |
| Pampa | PRODES, ago 2024-lug 2025 | — | −41,7% |
Per chi. La superficie non disboscata in un anno equivale a circa 1.600 km² risparmiati rispetto al periodo precedente in un solo bioma. Il beneficio è distribuito su scale diverse: le comunità che vivono all’interno delle aree forestali e che dalla deforestazione subiscono la pressione più diretta; il bilancio nazionale delle emissioni brasiliane, di cui il cambiamento d’uso del suolo è una componente rilevante; e la funzione idrologica del bacino, che riguarda l’agricoltura del centro-sud del paese. Il dato sui cinque biomi mostra che la contrazione non è concentrata in un’unica area geografica.
Come lo sappiamo, e quali sono i limiti. La fonte è il sistema di rilevamento satellitare DETER, gestito dall’INPE, ente pubblico di ricerca; le cifre sono state presentate il 7 agosto 2026 nella sede di São José dos Campos, in occasione dei sessantacinque anni dell’istituto. I dati sono stati ripresi e verificati da Mongabay, da edie e dall’agenzia Bloomberg attraverso The Spokesman-Review.
Tre limiti vanno dichiarati. Il primo: DETER produce allerte, cioè segnalazioni rapide destinate all’azione di controllo, non la misura consolidata della deforestazione, che è compito del sistema PRODES e arriva più tardi. I due numeri non sono intercambiabili, e nella tabella qui sopra si riferiscono infatti a periodi diversi. Il secondo: il rilevamento satellitare ottico dipende dalla copertura nuvolosa, e variazioni meteorologiche fra un anno e l’altro possono influire sulla quantità di superficie osservabile. Il terzo: le allerte misurano il taglio rilevato, non lo stato complessivo della foresta, che dipende anche da degrado, incendi e frammentazione.
Sull’interpretazione del risultato le posizioni non sono neutrali. Márcio Astrini, citato nelle fonti che riportano i dati, definisce il calo «un risultato solido, che deriva dalle azioni del governo per proteggere la foresta». È un’attribuzione causale che il materiale disponibile non accompagna con l’indicazione del ruolo di chi la formula, e che i numeri da soli non stabiliscono: le allerte DETER misurano quanto è stato disboscato, non perché.
Il prossimo controllo verificabile è la pubblicazione dei dati consolidati PRODES per il periodo agosto 2025-luglio 2026, che diranno se la stima rapida di 2.874 km² regge alla misurazione definitiva.
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