Frontiere interne, i controlli spagnoli sui viaggiatori dall'Italia valgono fino al 7 settembre
La misura di Madrid, pubblicata in Gazzetta ufficiale, riguarda voli e collegamenti marittimi ed è partita l'8 agosto. Il 15 agosto è la data indicata da Palazzo Chigi per una eventuale revisione della sospensione italiana: nel materiale disponibile non risultano decisioni annunciate.
La reciprocità fra Roma e Madrid sulle frontiere interne ha ora una scadenza scritta, ed è più lunga di quella italiana. Madrid ha fissato per iscritto anche l’orario di partenza: le verifiche su chi arriva dall’Italia sono scattate a mezzanotte dell’8 agosto 2026 e, salvo revoca anticipata, dureranno fino al 7 settembre. La misura è stata formalizzata con la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale spagnola e riguarda voli e collegamenti marittimi passeggeri diretti dall’Italia, come riporta l’Adnkronos.
Che cosa controllano. Le verifiche riguardano identità e nazionalità e, per i cittadini di Paesi terzi, il visto o il permesso di soggiorno, e sono applicate «in modo casuale». Secondo Sky TG24 interessano fra il 5% e il 10% dei passeggeri dei voli in arrivo dall’Italia. Sono partite dagli aeroporti di Madrid-Barajas e Barcellona-El Prat, estendendosi poi a Siviglia, Malaga, Bilbao, Alicante e Valencia. È un dispositivo a campione, non un filtro sistematico: la sua funzione è tanto politica quanto operativa.
La versione della Moncloa. Il governo spagnolo sostiene che i controlli italiani siano stati introdotti «senza preavviso, unilateralmente» e che praticamente tutti i migranti entrati a Ceuta siano già rientrati in Marocco, secondo la ricostruzione dell’Agenzia Nova. La seconda affermazione è quella su cui si gioca il merito: se il flusso che ha innescato la crisi si è già riassorbito, la motivazione dei controlli italiani perde il proprio presupposto. È una posizione di parte, e come tale la registriamo.
Il contatore italiano. Dal 1° agosto l’Italia ha reintrodotto controlli alle frontiere aeree e marittime per chi arriva dalla Spagna, dopo la crisi migratoria di Ceuta. Il 7 agosto, per iscritto, la presidenza del Consiglio ha fatto sapere che la sospensione — quella che riguarda i cittadini di Paesi terzi — non sarebbe stata riesaminata prima del 15 agosto, cioè oggi: la stessa data in cui, secondo le autorità spagnole citate dalla stampa, a Ceuta era attesa una nuova ondata migratoria (Vatican News). Il ministero dell’Interno ha collegato la misura alla «persistente pressione migratoria irregolare» subita dall’Italia, e il governo ha chiesto l’esclusione della Spagna dall’area Schengen dopo l’arrivo di oltre 70 mila persone a Ceuta, promuovendo una lettera critica sulla politica migratoria di Madrid (EuropaToday, Sky TG24).
Nel materiale disponibile a questa edizione non risulta alcuna decisione italiana annunciata oggi sulla proroga o sulla revoca della sospensione. È l’assenza che vale la pena registrare: la data-soglia indicata dal governo è arrivata senza un atto pubblico che la sciolga.
Bruxelles fra i due. Il commissario europeo per gli Affari interni e la Migrazione Magnus Brunner ha contattato i due ministri dell’Interno, come riporta LaPresse.
«la fiducia tra gli Stati membri è la nostra risorsa più preziosa» — Magnus Brunner, commissario europeo per gli Affari interni e la Migrazione
Entrambe le misure sono presentate dai rispettivi governi come temporanee e ciascuna è motivata dall’altra. Il risultato concreto è misurabile: fino al 7 settembre, chi si sposta fra i due Paesi per via aerea o marittima può essere sottoposto a verifica documentale in entrambe le direzioni, in uno spazio nato per eliminarla.
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