Venezia 83 assegna due Leoni d'oro alla carriera e crea una sezione per i film sul cinema
La Biennale premia George Clooney ed Ellen Burstyn all'83ª Mostra internazionale d'arte cinematografica. Nasce «Film on Films», dedicata ai documentari sulla memoria del cinema: fra i titoli, le sette ore di Luca Guadagnino su Bernardo Bertolucci.
L’83ª Mostra internazionale d’arte cinematografica, organizzata dalla Biennale di Venezia e diretta da Alberto Barbera, si terrà al Lido dal 2 al 12 settembre 2026. La manifestazione fu fondata nel 1932 e arriva quest’anno alla sua ottantatreesima edizione: il divario fra le due cifre — novantaquattro anni di storia, ottantatré edizioni — è il calendario stesso del Novecento europeo.
I due Leoni d’oro alla carriera annunciati vanno all’attore, regista e produttore statunitense George Clooney e all’attrice statunitense Ellen Burstyn. L’informazione è pubblicata dalla Biennale di Venezia, che è l’ente che assegna il premio: la notizia proviene al momento da un’unica origine, l’istituzione stessa, e nessuna conferma indipendente è disponibile. Trattandosi di un premio conferito da chi lo comunica, la fonte è primaria per definizione.
La novità di struttura. Più interessante del palmarès anticipato è una decisione di architettura del festival. Venezia 83 introduce «Film on Films», sezione autonoma dedicata ai documentari che raccontano il cinema, i suoi protagonisti e la sua memoria. Nelle edizioni precedenti queste opere erano comprese in Venezia Classici, che da quest’anno resta riservata ai restauri dei capolavori del passato. La ricostruzione è riportata da Sky TG24 sulla base della conferenza stampa di presentazione e dal programma ripreso da Today.it.
La separazione non è cosmetica. Fino a ieri, in una stessa sezione convivevano due oggetti diversi: la pellicola restaurata, cioè l’originale reso di nuovo visibile, e il documentario che su quell’originale costruisce un discorso. Sono due modi opposti di conservare: uno ripristina il documento, l’altro lo interpreta. Dividerli significa riconoscere che il secondo genere ha ormai un proprio pubblico e una propria produzione, e non è più un’appendice erudita dei restauri.
Il titolo che meglio segnala il peso della nuova sezione è «Joie de vivre», documentario di Luca Guadagnino dedicato a Bernardo Bertolucci: 435 minuti, il film più lungo mai presentato alla Mostra veneziana. Sette ore e un quarto di proiezione impongono una scelta di programmazione che nessun altro titolo in cartellone richiede, e collocano l’opera fuori dal formato distributivo ordinario. Il documentario analizza le opere di Bertolucci con amici, colleghi, cineasti e critici, e si interroga sull’evoluzione del linguaggio cinematografico.
Sulla durata il direttore artistico Alberto Barbera ha commentato: «Vi assicuro che si rimane inchiodati allo schermo». È una valutazione di chi il film lo ha selezionato, e come tale va letta.
435 minuti: il film più lungo mai presentato alla Mostra veneziana.
Che cosa cambia, in concreto, per la Mostra. Una sezione dedicata ai documentari sul cinema crea uno spazio stabile per un genere che vive quasi esclusivamente di festival e di archivi, e che raramente incontra le sale. Nel caso di «Joie de vivre», la durata rende la proiezione festivaliera non uno dei passaggi possibili, ma probabilmente il principale: pochi circuiti commerciali programmano sette ore.
Su questo secondo blocco di informazioni le origini sono due e distinte — la conferenza stampa di presentazione riportata da un’emittente e il programma ufficiale ripreso da una seconda testata — e riguardano fatti organizzativi verificabili all’apertura del festival.
La prova dei fatti è fissata al Lido: dal 2 al 12 settembre si vedrà quanti titoli comporranno la prima edizione di «Film on Films» e come sarà collocata in calendario una proiezione da 435 minuti.
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