Mpox, l'OMS conta 1.066 casi in 37 paesi ad aprile e attende lo stock d'emergenza di vaccini
Il rapporto di situazione n. 66 dell'Organizzazione mondiale della sanità indica per aprile 2026 tre decessi e una letalità dello 0,3%, con il 62% dei casi confermati nella regione africana e tre regioni in aumento rispetto a marzo.
Stamattina la sezione Salute era occupata dall’epidemia di Ebola Bundibugyo in Congo. Il pomeriggio porta un secondo dossier dell’Organizzazione mondiale della sanità, su un’emergenza diversa e più diffusa geograficamente: mpox.
La notizia proviene al momento da un’unica origine (il rapporto di situazione esterno n. 66 dell’OMS sull’epidemia multi-paese di mpox); nessuna conferma indipendente disponibile. È però una fonte primaria istituzionale, cioè il documento stesso di sorveglianza e non una sua ripresa.
I numeri. Il rapporto, pubblicato il 31 maggio 2026, riferisce i dati del mese di aprile: 1.066 casi confermati in 37 paesi e tre decessi, con una letalità dello 0,3% fra i casi confermati. Il 62% dei casi di aprile è stato segnalato nella regione africana dell’OMS.
| Voce | Dato (aprile 2026) |
|---|---|
| Casi confermati | 1.066 |
| Paesi con casi confermati | 37 |
| Decessi | 3 |
| Letalità fra i confermati | 0,3% |
| Quota nella regione africana | 62% |
Dove i casi crescono. Tre regioni dell’OMS — Sud-Est asiatico, Pacifico occidentale e Mediterraneo orientale — hanno registrato ad aprile un aumento dei casi confermati rispetto a marzo 2026. È il segnale che il documento mette in evidenza: la concentrazione resta africana, il movimento in salita riguarda invece aree diverse.
Il rapporto segnala inoltre un focolaio nella provincia del Sindh, in Pakistan, che ha interessato neonati e lattanti: 29 casi confermati e otto decessi nel mese di marzo 2026. In un quadro globale con letalità dello 0,3% fra i confermati, un gruppo di casi con otto decessi su ventinove conferme indica una popolazione colpita in condizioni molto diverse dalla media.
I limiti di lettura, dichiarati. Si tratta di dati di sorveglianza, non di uno studio: contano solo i casi confermati da laboratorio e notificati alle autorità, quindi dipendono dalla capacità diagnostica e dalla tempestività delle segnalazioni di ciascun paese. Il rapporto è inoltre datato: pubblicato il 31 maggio con dati riferiti ad aprile, restituisce una fotografia arretrata di alcuni mesi rispetto a oggi. Il documento non fornisce, nel materiale disponibile, il totale cumulativo dell’epidemia né la scomposizione per cladi virali.
Il capitolo vaccini. L’OMS e i suoi partner prevedono che lo stock di emergenza di vaccini contro mpox, gestito dall’International Coordinating Group, diventi operativo entro agosto 2026 — cioè entro questo mese. Il meccanismo è quello già usato per altre malattie a potenziale epidemico: una riserva centralizzata che i paesi possono richiedere secondo criteri stabiliti, invece di trattative bilaterali con i produttori. Questo giornale non formula raccomandazioni sanitarie: riportiamo la previsione contenuta nel documento dell’organizzazione, senza indicazioni d’uso e senza affermazioni sull’efficacia dei prodotti, che il rapporto in questa parte non tratta.
Che cosa verificare. Due elementi hanno una scadenza concreta e sono controllabili su fonte pubblica: l’effettiva entrata in funzione dello stock entro la fine di agosto, e i dati del rapporto di situazione successivo, che dirà se l’aumento registrato nelle tre regioni asiatiche e mediorientali è proseguito oltre aprile. Sul focolaio pakistano il documento non indica se la trasmissione sia stata interrotta.
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