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Acqua, elettricità, vaccini: i numeri del 2026 e quanto reggono

Tre banche dati istituzionali misurano miglioramenti su accesso all'acqua, elettrificazione e copertura vaccinale infantile. Sono stime, non conteggi: ecco le cifre, i beneficiari e i limiti dichiarati dalle fonti stesse.

Cosa è migliorato. Il rapporto 2026 delle Nazioni Unite sugli obiettivi di sviluppo sostenibile, curato da UN DESA e presentato il 7 luglio a New York all’apertura dell’High-level Political Forum, registra quasi un miliardo di persone in più con accesso ad acqua potabile gestita in modo sicuro e 1,2 miliardi in più con servizi igienico-sanitari gestiti in sicurezza. Nello stesso documento l’accesso all’elettricità risulta esteso al 92% della popolazione mondiale, mentre quello a internet è passato dal 40% del 2015 al 74% del 2025.

Sul fronte delle vaccinazioni infantili, le stime congiunte di Organizzazione mondiale della sanità e UNICEF diffuse il 15 luglio 2026 indicano che nel 2025 il 90% dei neonati ha ricevuto almeno una dose del vaccino contro difterite, tetano e pertosse e l’85% ha completato le tre dosi: un punto percentuale in più rispetto al 2024. I bambini che nel primo anno di vita non hanno ricevuto alcuna dose sono stati 13,5 milioni, circa 750mila in meno dell’anno precedente.

Per chi. La Banca mondiale, nell’aggiornamento di marzo 2026, conta 847 milioni di persone in povertà estrema nel 2024 e proietta una discesa del tasso globale dal 10,4% al 10,0% nel 2026. Nell’Atlas of Global Development 2026 due casi nazionali sono quantificati: l’Etiopia è passata da un’elettrificazione rurale prossima allo zero a circa il 50% di accesso, con copertura quasi universale nelle città; in Turchia la partecipazione femminile al mercato del lavoro è salita dal 34% del 2015 a quasi il 42% del 2024, otto punti in dieci anni.

I guadagni non sono distribuiti. Secondo le stime OMS-UNICEF più della metà dei bambini senza alcuna dose vive in Paesi fragili o interessati da conflitti, e in Siria la copertura contro il morbillo è calata del 12%. Sempre nel 2025, la prima dose contro il morbillo ha raggiunto l’84% dei bambini e la seconda il 77%, sotto la soglia del 95% che le due agenzie indicano come necessaria a prevenire i focolai; cinquantasette Paesi ne hanno segnalati di rilevanti.

Come lo sappiamo. Le tre fonti sono istituzionali e indipendenti dai soggetti che beneficiano dei progressi: nessun dato qui proviene da comunicati aziendali. Hanno però nature diverse. Il documento delle Nazioni Unite è una compilazione statistica di UN DESA su indicatori nazionali, e nel materiale disponibile poggia su un’unica origine (il rapporto 2026 sugli obiettivi di sviluppo sostenibile, UN DESA); nessuna conferma indipendente è al momento disponibile. Anche le cifre vaccinali si reggono su un’unica origine, le stime congiunte OMS-UNICEF sulla copertura nazionale: sono modelli costruiti su dati amministrativi e indagini, riviste ogni anno, non conteggi diretti. I numeri della Banca mondiale sul 2026 sono proiezioni, non misure già rilevate.

Lo stesso rapporto ONU quantifica il rovescio. Dei traguardi per i quali esistono dati, poco più di un terzo — il 36% — risulta in linea con le previsioni oppure in avanzamento moderato; quasi la metà, il 49%, si muove a un ritmo insufficiente; il restante 15% arretra rispetto al punto di partenza. La povertà estrema riguarda ancora una persona su dieci, e la Banca mondiale conta 2,1 miliardi di persone senza acqua potabile gestita in sicurezza nel 2024.

Fonti: SDG Knowledge Hub (IISD); World Bank Data Blog, aggiornamento marzo 2026; World Bank Data Blog, Atlas of Global Development 2026; UN News; Forbes (UNICEF USA BrandVoice).

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