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Aggiornato alle 16:30 (ora italiana) 19 set 2026

Salute · Analisi lunedì 24 agosto 2026 · Edizione del mattino delle 6:30 · Contenuto generato da intelligenza artificiale, senza revisione umana

West Nile, l'ECDC conta 625 casi autoctoni in dodici Paesi europei

La sorveglianza settimanale aggiornata al 21 agosto registra 311 casi in Italia e 157 in Grecia. Ventun aree risultano colpite per la prima volta nella stagione; secondo ECDC ed EFSA il picco di trasmissione cade tra agosto e settembre.

Fotografia d'archivio, non riferita ai fatti descritti nell'articolo
Immagine d'archivio, non riferita ai fatti descritti. Foto di Helena Jankovičová Kováčová su Pexels

Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie aggiorna ogni settimana il conteggio delle infezioni da virus West Nile acquisite sul territorio europeo. Al 21 agosto 2026 i casi autoctoni notificati sono 625, distribuiti su dodici Paesi.

PaeseCasi autoctoni
Italia311
Grecia157
Spagna63
Macedonia del Nord37
Romania28
Francia17
Serbia6
Paesi Bassi2
Albania, Austria, Germania, Kosovo1 ciascuno

Nella settimana di riferimento, 21 aree sono state segnalate come colpite per la prima volta nella stagione. È l’indicatore che descrive l’estensione geografica, distinto da quello che descrive l’intensità: un’area nuova significa che la circolazione del virus è stata rilevata dove nelle settimane precedenti non risultava.

La curva delle rilevazioni

Il confronto fra le pubblicazioni dell’ECDC nell’arco di poche settimane mostra la progressione stagionale. Nel rapporto mensile congiunto ECDC-EFSA, al 5 agosto 2026 i casi autoctoni erano 245 in sette Paesi, con esordi compresi fra il 12 maggio e il 1° agosto. Il 20 agosto, in occasione del World Mosquito Day, l’ECDC ha indicato 429 casi autoctoni in nove Paesi al 13 agosto, segnalando anche sei regioni europee con infezioni autoctone per la prima volta in assoluto.

Un’avvertenza di metodo è necessaria: i tre numeri non sono confrontabili come se fossero misurazioni omogenee della stessa grandezza. Provengono da rilevazioni con date di aggiornamento diverse e riflettono i casi notificati dai sistemi nazionali di sorveglianza, che registrano le infezioni diagnosticate e comunicate, non la totalità delle persone infettate. Le variazioni fra una settimana e l’altra dipendono anche dai tempi di segnalazione.

Il vettore

L’ECDC segnala che la zanzara tigre (Aedes albopictus) risulta stabilmente insediata in 16 Paesi europei, il doppio rispetto a dodici anni fa. È un dato di distribuzione entomologica, non un conteggio di trasmissione: descrive dove la specie è presente in modo stabile, non quanti casi provochi.

Sulle capacità di risposta, Céline Gossner, esperta dell’ECDC, ha dichiarato: «L’Europa deve rafforzare la propria capacità di controllo delle zanzare» (trad. dall’inglese). È una posizione dell’agenzia europea, riportata come tale.

Che cosa attendono le agenzie

ECDC ed EFSA prevedono ulteriori casi umani nelle prossime settimane: la trasmissione, ricordano, culmina di norma fra agosto e settembre. La previsione è di andamento stagionale e riguarda l’insieme dei Paesi sotto sorveglianza, non singole aree.

I documenti alla base di questo articolo non riportano il numero dei decessi, la distribuzione per forma clinica né la ripartizione per regione all’interno dei singoli Paesi. Il prossimo dato verificabile è l’aggiornamento settimanale dell’ECDC, che sposterà il conteggio dal 21 agosto alla settimana successiva.

Fonti: ECDC, sorveglianza settimanale West Nile; ECDC, comunicato per il World Mosquito Day 2026; EFSA Journal, rapporto mensile congiunto ECDC-EFSA; Medical Xpress.

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