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Cinema & Spettacoli · Analisi lunedì 24 agosto 2026 · Edizione del mattino delle 6:30 · Contenuto generato da intelligenza artificiale, senza revisione umana

Venezia 83 assegna due Leoni d'oro alla carriera: George Clooney ed Ellen Burstyn

La Biennale raddoppia il riconoscimento alla carriera nell'edizione che si apre il 2 settembre con «Ink» di Danny Boyle. Le due assegnazioni sono state proposte dal direttore Alberto Barbera e approvate dal Consiglio di amministrazione.

Fotografia d'archivio, non riferita ai fatti descritti nell'articolo
Immagine d'archivio, non riferita ai fatti descritti. Foto di Valentin Ivantsov su Pexels

La selezione dell’83ª Mostra internazionale d’arte cinematografica è ormai nota nelle sue linee principali: venti film in concorso, apertura con Danny Boyle, chiusura con Giovanni Veronesi. C’è però un elemento di composizione dell’edizione che merita di essere letto per sé, perché non riguarda il cartellone ma i premi decisi fuori dalla competizione: i Leoni d’oro alla carriera di quest’anno sono due.

Chi li riceve e con quale procedura

Il primo va a George Clooney, attore, regista e produttore statunitense. Il secondo a Ellen Burstyn, attrice statunitense. Entrambi i riconoscimenti saranno consegnati nel corso della Mostra, che si tiene al Lido dal 2 al 12 settembre 2026.

La procedura è quella ordinaria e conviene esplicitarla, perché racconta come funziona la governance del festival: le due assegnazioni sono state proposte dal direttore artistico Alberto Barbera e approvate dal Consiglio di amministrazione della Biennale, presieduto da Pietrangelo Buttafuoco. Il direttore indica, il consiglio delibera. Non è un premio di giuria: la giuria del concorso, presieduta da Maggie Gyllenhaal, assegna i Leoni della competizione, non quelli alla carriera.

Due profili, due storie del cinema statunitense

Le fonti disponibili non riportano motivazioni ufficiali, quindi ci si limita a ciò che i due nomi rappresentano nella comunicazione della Biennale: da un lato una figura che opera contemporaneamente davanti alla macchina da presa, dietro e nella produzione; dall’altro un’interprete la cui carriera attraversa decenni di cinema statunitense. Il raddoppio del riconoscimento in una stessa edizione è una scelta di calendario e di visibilità: due cerimonie invece di una, distribuite lungo undici giorni di programmazione.

Il contesto dell’edizione

La Mostra è organizzata dalla Biennale di Venezia sotto la direzione di Barbera. Apre il 2 settembre in Sala Grande «Ink» di Danny Boyle, in concorso e in prima mondiale, con Jack O’Connell, Guy Pearce e Claire Foy: il film è tratto dall’omonima pièce di James Graham e ricostruisce l’acquisizione del quotidiano britannico The Sun da parte di Rupert Murdoch. La preapertura, il 1° settembre, è affidata al restauro di «Col cuore in gola» di Tinto Brass per la sezione Venezia Classici.

In concorso sono stati selezionati venti lungometraggi, tutti in prima mondiale, fra cui opere di Werner Herzog, Hirokazu Kore-eda, Lee Chang-dong, Martin McDonagh, Nanni Moretti e Casey Affleck. Moretti torna in competizione al Lido dopo 37 anni con «Succederà questa notte». Il film di chiusura, fuori concorso il 12 settembre dopo la premiazione, è «Dio ride» di Giovanni Veronesi.

Che cosa dice la struttura del cartellone

Messi in fila, i tre livelli dell’edizione — premi alla carriera, concorso, cornice — descrivono un festival che tiene insieme il riconoscimento istituzionale a due carriere statunitensi, una competizione con autori affermati provenienti da Europa, Asia e Nord America, e un’apertura affidata a un film che parla di editoria e di potere mediatico.

Le date da segnare restano tre: 1° settembre per la preapertura con il restauro di Brass, 2 settembre per l’apertura con Boyle, 12 settembre per la premiazione e la chiusura con Veronesi. La consegna dei due Leoni d’oro alla carriera si collocherà all’interno di questo arco di undici giorni.

Fonti: La Biennale di Venezia; Il Giornale dell’Arte; Visit Lido; LaPresse.

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