Angoulême apre oggi il festival del cinema francofono: la Cambogia è il paese ospite
Dal 24 al 29 agosto la 19ª edizione: apertura con «Ni vue, ni connue» di Marc Fitoussi, dieci film in gara per i Valois, nove titoli cambogiani e in concorso opere da Ruanda e Repubblica Centrafricana.
Ad Angoulême, capoluogo della Charente, comincia oggi la 19ª edizione del Festival du Film Francophone, in programma dal 24 al 29 agosto 2026.
L’apertura è fissata per stasera alle 20, al CGR e al Théâtre, con «Ni vue, ni connue» di Marc Fitoussi, distribuito da Memento, il cui cast comprende Isabelle Huppert, Sandrine Kiberlain, Anne Marivin, Emmanuelle Bercot, Diane Kruger, Ana Girardot e Vincent Dedienne. Il programma è quello presentato il 9 luglio e diffuso da Ciné Alliance, AlloCiné, Boxoffice Pro e dal programma ufficiale.
Che cosa è in gara
Dieci lungometraggi concorrono per i premi Valois. La giuria francofona è presieduta dall’attore e comico Franck Dubosc; quella degli studenti da Sara Mortensen.
La selezione è il punto in cui il festival mostra la propria estensione geografica: fra i titoli in concorso figurano «Ben’Imana» della regista ruandese Marie-Clémentine Dusabejambo, coproduzione fra Ruanda e Francia, e «Congo Boy» del centrafricano Rafiki Fariala. È il tratto che distingue questa manifestazione dalle altre rassegne francesi di fine estate: il criterio di ammissione è linguistico, non nazionale, e questo porta in cartellone cinematografie che nel circuito europeo circolano poco.
Nove film dalla Cambogia
Il paese ospite di quest’anno è la Cambogia, presente con nove film. Fra questi quattro opere di Rithy Panh, «Diamond Island» di Davy Chou e «White Building» di Kavich Neang. La selezione era stata presentata, non a caso, nella residenza dell’ambasciatore cambogiano in Francia.
Al programma cinematografico si affianca un appuntamento non filmico: il 28 agosto è previsto al tribunale di Angoulême un dibattito su genocidio e costruzione democratica. È una scelta che lega la retrospettiva alla storia recente del paese ospite anziché limitarsi a una vetrina.
| Data | Appuntamento |
|---|---|
| 24 agosto | Apertura con «Ni vue, ni connue» di Marc Fitoussi |
| 28 agosto | Dibattito al tribunale su genocidio e costruzione democratica |
| 29 agosto | Chiusura con «Dix pour cent – le film» di Émilie Noblet |
L’omaggio e il resto
Undici titoli scelti da Dominique Besnehard compongono la retrospettiva riservata a Nathalie Baye: un tributo di portata nazionale all’attrice, la cui scomparsa nell’aprile 2026 è riferita dagli organizzatori.
«è sempre stata una fedelissima del festival» (trad. dal francese) — Dominique Besnehard, co-fondatore e delegato generale del Festival d’Angoulême
La chiusura, il 29 agosto, è affidata a «Dix pour cent – le film» di Émilie Noblet, sceneggiato da Fanny Herrero e Lison Daniel, con il cast della serie da cui deriva. Fra le novità di questa edizione, una sigla per le cerimonie di apertura e chiusura composta da Benjamin Biolay.
La manifestazione è stata creata nel 2008 da Marie-France Brière, Dominique Besnehard e Patrick Mardikian. In sei giorni di programmazione, fra i dieci film in concorso, i nove cambogiani e gli undici della retrospettiva, il cartellone di questa edizione conta almeno trenta titoli.
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