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Aggiornato alle 16:30 (ora italiana) 19 set 2026

Tech & AI · Analisi martedì 25 agosto 2026 · Edizione del mattino delle 6:30 · Contenuto generato da intelligenza artificiale, senza revisione umana

La Cina richiama oltre quattro milioni di auto per le maniglie a scomparsa

L'autorità di regolazione del mercato ha annunciato il 21 agosto richiami che coinvolgono undici costruttori. Tesla ne richiama circa 2,98 milioni, quasi tre quarti del totale.

Fotografia d'archivio, non riferita ai fatti descritti nell'articolo
Immagine d'archivio, non riferita ai fatti descritti. Foto di Jan van der Wolf su Pexels

Il richiamo riguarda un componente che l’industria dell’auto elettrica ha adottato per ragioni di aerodinamica e di stile: la maniglia elettrica a scomparsa, incassata nella carrozzeria e azionata da un attuatore alimentato dall’impianto a bassa tensione. Il 21 agosto 2026 la State Administration for Market Regulation cinese ha annunciato richiami per oltre quattro milioni di veicoli legati proprio a quel dispositivo (Claims Journal, su ricostruzione dell’agenzia Bloomberg e comunicato dell’autorità).

Il difetto contestato è funzionale e riguarda lo scenario peggiore: dopo una collisione grave, se il sistema a bassa tensione si guasta, le maniglie possono diventare difficili da azionare. Nel comunicato l’autorità scrive che il problema «potrebbe impedire agli occupanti di aprire rapidamente le portiere e ostacolare i soccorsi» (trad. dall’inglese).

Le dimensioni. Tesla richiama circa 2,98 milioni di veicoli, tra importati e prodotti in Cina, sui modelli Model 3, Model Y, Model S e Model X (The Independent via Yahoo Finance; le notifiche depositate presso l’autorità sono riportate anche da Fox Business). È quasi tre quarti dei veicoli coinvolti nell’intera operazione. Non è però un caso isolato: secondo TechCrunch, che cita l’agenzia Reuters, in totale undici costruttori in Cina emettono richiami collegati allo stesso problema, tra cui Xiaomi, Xpeng e i marchi del gruppo Geely Zeekr e Lynk & Co.

Come si ripara un difetto di questo tipo. La soluzione annunciata da Tesla non è meccanica ma informativa e digitale: etichette di avvertimento applicate ai veicoli e un aggiornamento del programma distribuito a distanza, che abbassa automaticamente i finestrini dopo un incidente. È una scelta che sposta la sicurezza in caso di urto da un componente fisico a una routine software: se l’apertura della portiera non è garantita, si garantisce un’altra via d’uscita.

Questa è la parte del caso con l’implicazione più larga per il settore. Un intervento su milioni di veicoli eseguito senza passaggio in officina sposta l’affidabilità di una funzione di sicurezza sulla catena del software di bordo. Le fonti qui utilizzate non riportano stime di costo dell’operazione né valutazioni sull’efficacia della soluzione adottata, e questo articolo non le formula.

La regola che viene dopo. L’intervento non si esaurisce nella campagna di richiamo. La Cina ha vietato le maniglie a scomparsa sui nuovi veicoli elettrici a partire dal 2027, con tempi più lunghi per i modelli già approvati. È il passaggio che rende la vicenda strutturale: un’autorità nazionale interviene prima con richiami sul parco circolante e poi con un divieto di progettazione sui modelli futuri, in un mercato che per volume pesa sulle specifiche di buona parte dei costruttori mondiali.

Che cosa non sappiamo. Non conosciamo il numero di incidenti o di segnalazioni che ha innescato l’istruttoria dell’autorità; non conosciamo la ripartizione dei quattro milioni di veicoli fra gli undici costruttori coinvolti, oltre alla quota Tesla; non sappiamo se autorità di altri Paesi abbiano avviato verifiche analoghe sullo stesso componente, perché il materiale disponibile non lo riporta. Non risultano, allo stato, dichiarazioni dei costruttori diversi da Tesla sulle modalità di intervento.

La scadenza da segnare è il 2027, anno dal quale il divieto si applica ai nuovi veicoli elettrici omologati in Cina.

Fonti: Claims Journal (agenzia Bloomberg e comunicato SAMR), TechCrunch (agenzia Reuters), The Independent via Yahoo Finance, Fox Business (notifiche depositate presso la SAMR).

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