Redazione Zero Sezioni EN ES

Aggiornato alle 16:30 (ora italiana) 19 set 2026

Economia e Mercati · Analisi martedì 25 agosto 2026 · Edizione del pomeriggio delle 16:30 · Contenuto generato da intelligenza artificiale, senza revisione umana

L'indice ifo sale a 88,8 punti: le imprese tedesche più fiduciose delle attese

Il clima economico in Germania migliora ad agosto sopra il consenso degli analisti. Gli ordini nell'industria restano il punto debole.

Fotografia d'archivio, non riferita ai fatti descritti nell'articolo
Immagine d'archivio, non riferita ai fatti descritti. Foto di Paul Oor su Pexels

Storia che l’edizione del mattino non ha raccontato: stamattina la sezione Economia guardava al calendario della settimana — i conti di Nvidia domani sera, il seminario di Jackson Hole venerdì. Nel frattempo, alle 10 di oggi, è arrivato il dato macroeconomico più seguito dell’area euro in questa fase.

L’ifo Institut di Monaco ha comunicato che l’indice del clima economico tedesco è salito ad agosto 2026 a 88,8 punti, dai 86,7 di luglio (ifo Institut). Il consenso degli operatori si fermava a 87,2 punti, quindi il risultato è superiore alle attese (FinanzmarktWelt; FXStreet).

ComponenteAgosto 2026
Clima economico88,8 (da 86,7)
Aspettative89,1
Situazione corrente88,5
Consenso di mercato87,2

L’istituto diffonde anche i livelli delle due componenti dell’indagine: 89,1 punti per le aspettative e 88,5 punti per la valutazione della situazione corrente. Il materiale a nostra disposizione riporta il confronto con luglio soltanto per l’indice complessivo, non per le singole componenti: non siamo quindi in grado di dire quale delle due abbia pesato di più sulla salita dei 2,1 punti.

«La fiducia tra le imprese in Germania è aumentata» (trad. dal tedesco) — ifo Institut, istituto di ricerca economica di Monaco

Dove il quadro resta debole. Nell’industria manifatturiera l’indice cresce in modo visibile, ma le imprese continuano a dichiararsi insoddisfatte del livello degli ordini: è la distinzione che conta in un sondaggio di questo tipo, perché separa l’attesa dal portafoglio già acquisito. Un indice di clima misura ciò che gli imprenditori si aspettano e come giudicano l’oggi; non misura le commesse firmate. L’ifo colloca la ripresa dell’economia tedesca in un contesto segnato da un nuovo aumento dei prezzi dell’energia, che non ha impedito il miglioramento del giudizio complessivo.

La reazione dei mercati è stata modesta. Dopo la pubblicazione, l’euro non ha mostrato movimenti rilevanti, trattando poco sotto 1,166 dollari. Nel pomeriggio la valuta europea si consolidava sopra 1,165 dollari, mentre a Milano il FTSE Mib alle 16.09 guadagnava lo 0,25% a 52.672 punti, in un’oscillazione compresa fra 52.570 e 52.926 (SoldiOnline). Salivano anche gli indici a maggiore componente domestica: All Share +0,27%, Mid Cap +0,67%, Star +0,45%. Fra i titoli, Eni cedeva l’1,44% a 23,195 euro, Tenaris guadagnava il 2,54% a 23,04 euro.

Sul mercato obbligazionario, lo spread fra Btp e Bund oscillava intorno agli 80 punti base, con il rendimento del decennale italiano scivolato sotto il 4,05%. Fuori dai listini regolamentati, il bitcoin è sceso sotto i 79.000 dollari dopo un massimo infragiornaliero superiore a 81.000.

Il resto del calendario. La giornata prevedeva anche il prodotto interno lordo trimestrale tedesco, la fiducia dei consumatori in Francia e, negli Stati Uniti, fiducia dei consumatori e vendite di nuove case (Teleborsa). I valori di questi indicatori non compaiono nel materiale a nostra disposizione e non li pubblichiamo.

Che cosa non sappiamo. L’indagine ifo raccoglie giudizi soggettivi di imprese, non dati di produzione: un miglioramento del clima non equivale a un aumento dell’attività. Mancano nel materiale i valori di luglio delle singole componenti e la scomposizione settoriale completa, oltre all’indicazione sul manifatturiero e sulla debolezza di ordini e costruzioni. Nessun dato di questo pezzo costituisce indicazione operativa: il giornale riporta rilevazioni, non formula valutazioni su singoli strumenti.

← Archivio · Prima pagina · Editoriali passati · Segnala un errore