Accise prorogate fino a oggi, il governo lavora all'accisa mobile e a un contributo dalle compagnie
Con benzina e gasolio sopra i due euro al litro, l'esecutivo ha esteso lo sconto in scadenza il 24 agosto e sta studiando come finanziarne la prosecuzione con l'extragettito Iva.
Il taglio delle accise sui carburanti, che sarebbe scaduto alla mezzanotte del 24 agosto 2026, è stato prorogato dal governo italiano fino al 26 agosto 2026: cioè fino a oggi. È il terzo passaggio di una vicenda che questo giornale segue da giorni, e il punto non è più la proroga in sé, ma il meccanismo che dovrebbe sostituirla.
L’accisa mobile
Il ministro dell’Economia, di concerto con il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, ha attivato il meccanismo dell’accisa mobile. È lo strumento che lega la riduzione dell’imposta sui carburanti all’extragettito Iva prodotto dal rialzo del prezzo del petrolio: quando il greggio sale, l’Iva incassata dallo Stato sui carburanti cresce, e quella maggiore entrata viene restituita sotto forma di sconto sull’accisa.
Il vincolo è aritmetico prima che politico. L’extragettito di agosto sarà noto solo con i dati di fine mese: fino ad allora la copertura resta una previsione, non una cifra. Per questo il Ministero dell’Economia sta valutando una misura ponte, con l’obiettivo dichiarato di arrivare a un quadro definito all’inizio di settembre.
Il prezzo alla pompa
Benzina e gasolio in Italia hanno superato i 2 euro al litro, secondo le rilevazioni citate dalla stampa specializzata. È la soglia che rende politicamente difficile lasciar scadere lo sconto, e allo stesso tempo quella che alimenta l’extragettito su cui lo sconto si finanzia: le due grandezze si muovono insieme, e questo è il pregio e il limite del meccanismo. Se il prezzo del greggio scende, l’extragettito si assottiglia e con esso la copertura, proprio quando lo sconto servirebbe meno.
La terza gamba: le compagnie
Accanto all’accisa mobile, il governo sta valutando un contributo concordato con le compagnie petrolifere. La formula utilizzata — contributo concordato, non prelievo imposto — descrive uno strumento negoziale e non un’imposizione fiscale. Non risultano al momento né un importo, né una base di calcolo, né un elenco di soggetti coinvolti. È la parte più incerta del pacchetto e va tenuta distinta dalle due misure già operative o attivate.
Le richieste esterne
L’associazione dei consumatori Assoutenti ha chiesto di prorogare il taglio almeno fino al 6 settembre 2026: una data che coincide con la coda del rientro estivo e che sposta il problema di dieci giorni oltre la scadenza attuale. Il Partito democratico chiede invece di rendere strutturale il sistema delle accise mobili, trasformando in regola permanente quello che finora è stato attivato per singoli periodi.
Le due richieste non sono equivalenti. La prima riguarda la durata di una misura tampone; la seconda l’architettura del prelievo sui carburanti, e comporterebbe che il gettito dell’accisa diventi strutturalmente variabile in funzione del prezzo del petrolio, con effetti sulla programmazione di bilancio che nessuna delle fonti disponibili quantifica.
Che cosa non sappiamo
Non conosciamo la durata della prossima estensione, né se ce ne sarà una: la proroga in vigore si esaurisce oggi. Non conosciamo l’entità dell’extragettito Iva di agosto, che sarà rilevabile solo con i dati di fine mese. Non conosciamo i termini del contributo in discussione con le compagnie petrolifere. Non risulta pubblicato il testo del provvedimento che disciplinerà il periodo successivo al 26 agosto.
Le fonti disponibili sono ricostruzioni redazionali basate su fonti del Ministero dell’Economia e su note del governo: nessuna di esse riproduce un documento integrale. Il primo elemento verificabile sarà la pubblicazione dell’atto che regola il dopo-26 agosto, con dentro la durata, la copertura e l’importo dello sconto per litro.
Fonti: Energia Oltre, Juorno.it, Today.it.
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