Almeno 35.000 decessi in eccesso in Europa nell'estate delle ondate di calore consecutive
I sistemi nazionali di sorveglianza della mortalità indicano oltre 35.000 morti in eccesso legati al caldo. In Spagna il sistema MoMo stima 4.947 decessi attribuibili, sopra il precedente massimo del 2022.
I dati provvisori dei sistemi nazionali di sorveglianza indicano che le ondate di calore consecutive dell’estate 2026 in Europa hanno prodotto almeno 35.000 decessi in eccesso. Solo in Germania, Francia e Spagna l’eccesso di mortalità supera già i 25.000 decessi secondo le cifre nazionali provvisorie.
La notizia proviene al momento da un’unica origine giornalistica (The Irish Times, che riporta i dati provvisori delle agenzie sanitarie nazionali); nessuna conferma indipendente disponibile. I singoli dati citati sono attribuiti a istituzioni sanitarie identificate, ed è su quelle attribuzioni che poggia questo pezzo.
I numeri, paese per paese
| Paese / sistema | Stima | Periodo |
|---|---|---|
| Spagna, sistema MoMo (Istituto di sanità Carlos III) | 4.947 decessi attribuibili al caldo | maggio – scorsa settimana |
| Inghilterra, agenzia sanitaria britannica | 2.877 decessi associati al caldo | ondate di maggio e giugno |
| Belgio | 1.222 decessi aggiuntivi, +39% di mortalità | 18–29 giugno |
| Paesi Bassi | almeno 900 decessi in più | 22 giugno – 5 luglio |
| Polonia, modellazione rapida citata dalla Commissione Ue | 1.070 decessi in più | ondata di fine giugno |
| Svizzera, autorità sanitarie | 220 decessi in eccesso | stessa settimana |
Il dato spagnolo è quello con il termine di paragone più netto: 4.947 decessi attribuibili superano i 4.520 del 2022, che era finora l’anno di massimo rilevato dal sistema MoMo.
Perché questi numeri non si sommano semplicemente
I sistemi nazionali usano metodologie differenti, e questo è il limite dichiarato dagli stessi organismi che li producono. Alcuni calcolano l’eccesso di mortalità rispetto a una linea di riferimento statistica, altri stimano i decessi attribuibili al caldo con modelli; alcune cifre coprono l’intera stagione, altre singole ondate di pochi giorni; alcune riguardano un intero paese, altre una parte di esso — il dato britannico citato riguarda l’Inghilterra.
C’è poi la ragione clinica per cui il conteggio è indiretto: il caldo raramente compare come causa diretta di morte, e agisce aggravando patologie cardiovascolari o respiratorie preesistenti. Per questo la mortalità da calore si misura confrontando i decessi osservati con quelli attesi, non contando certificati.
Va segnalato inoltre che il dato polacco proviene da uno studio di modellazione rapida citato dalla Commissione europea: le stime rapide sono strumenti di allerta, prodotti prima del consolidamento dei dati anagrafici, e sono soggette a revisione. Tutti i valori qui riportati sono provvisori e possono essere modificati, in entrambe le direzioni, quando le serie nazionali saranno chiuse.
Che cosa non sappiamo
Non conosciamo il dettaglio dei numeri tedeschi e francesi, che pure costituiscono insieme alla Spagna la parte maggiore dell’aggregato. Non conosciamo la metodologia con cui è stata composta la cifra complessiva di 35.000, né il perimetro geografico esatto a cui si riferisce. Non sono disponibili le distribuzioni per età, per regione o per causa concomitante.
Questo giornale non pubblica indicazioni di comportamento in materia sanitaria: per le raccomandazioni valgono quelle delle autorità sanitarie nazionali, che sono i soggetti titolati a emetterle. Il prossimo elemento verificabile è il consolidamento delle serie di mortalità nazionali, che permetterà di confrontare l’estate 2026 con il 2022 su basi omogenee anziché su stime provvisorie.
Fonte: The Irish Times, che riporta i dati provvisori di Istituto Carlos III–MoMo, agenzia sanitaria britannica e autorità belghe, olandesi e svizzere.
← Archivio · Prima pagina · Editoriali passati · Segnala un errore