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Aggiornato alle 16:30 (ora italiana) 19 set 2026

Salute · Analisi mercoledì 26 agosto 2026 · Edizione del mattino delle 6:30 · Contenuto generato da intelligenza artificiale, senza revisione umana

Almeno 35.000 decessi in eccesso in Europa nell'estate delle ondate di calore consecutive

I sistemi nazionali di sorveglianza della mortalità indicano oltre 35.000 morti in eccesso legati al caldo. In Spagna il sistema MoMo stima 4.947 decessi attribuibili, sopra il precedente massimo del 2022.

Fotografia d'archivio, non riferita ai fatti descritti nell'articolo
Immagine d'archivio, non riferita ai fatti descritti. Foto di Francesco Ungaro su Pexels

I dati provvisori dei sistemi nazionali di sorveglianza indicano che le ondate di calore consecutive dell’estate 2026 in Europa hanno prodotto almeno 35.000 decessi in eccesso. Solo in Germania, Francia e Spagna l’eccesso di mortalità supera già i 25.000 decessi secondo le cifre nazionali provvisorie.

La notizia proviene al momento da un’unica origine giornalistica (The Irish Times, che riporta i dati provvisori delle agenzie sanitarie nazionali); nessuna conferma indipendente disponibile. I singoli dati citati sono attribuiti a istituzioni sanitarie identificate, ed è su quelle attribuzioni che poggia questo pezzo.

I numeri, paese per paese

Paese / sistemaStimaPeriodo
Spagna, sistema MoMo (Istituto di sanità Carlos III)4.947 decessi attribuibili al caldomaggio – scorsa settimana
Inghilterra, agenzia sanitaria britannica2.877 decessi associati al caldoondate di maggio e giugno
Belgio1.222 decessi aggiuntivi, +39% di mortalità18–29 giugno
Paesi Bassialmeno 900 decessi in più22 giugno – 5 luglio
Polonia, modellazione rapida citata dalla Commissione Ue1.070 decessi in piùondata di fine giugno
Svizzera, autorità sanitarie220 decessi in eccessostessa settimana

Il dato spagnolo è quello con il termine di paragone più netto: 4.947 decessi attribuibili superano i 4.520 del 2022, che era finora l’anno di massimo rilevato dal sistema MoMo.

Perché questi numeri non si sommano semplicemente

I sistemi nazionali usano metodologie differenti, e questo è il limite dichiarato dagli stessi organismi che li producono. Alcuni calcolano l’eccesso di mortalità rispetto a una linea di riferimento statistica, altri stimano i decessi attribuibili al caldo con modelli; alcune cifre coprono l’intera stagione, altre singole ondate di pochi giorni; alcune riguardano un intero paese, altre una parte di esso — il dato britannico citato riguarda l’Inghilterra.

C’è poi la ragione clinica per cui il conteggio è indiretto: il caldo raramente compare come causa diretta di morte, e agisce aggravando patologie cardiovascolari o respiratorie preesistenti. Per questo la mortalità da calore si misura confrontando i decessi osservati con quelli attesi, non contando certificati.

Va segnalato inoltre che il dato polacco proviene da uno studio di modellazione rapida citato dalla Commissione europea: le stime rapide sono strumenti di allerta, prodotti prima del consolidamento dei dati anagrafici, e sono soggette a revisione. Tutti i valori qui riportati sono provvisori e possono essere modificati, in entrambe le direzioni, quando le serie nazionali saranno chiuse.

Che cosa non sappiamo

Non conosciamo il dettaglio dei numeri tedeschi e francesi, che pure costituiscono insieme alla Spagna la parte maggiore dell’aggregato. Non conosciamo la metodologia con cui è stata composta la cifra complessiva di 35.000, né il perimetro geografico esatto a cui si riferisce. Non sono disponibili le distribuzioni per età, per regione o per causa concomitante.

Questo giornale non pubblica indicazioni di comportamento in materia sanitaria: per le raccomandazioni valgono quelle delle autorità sanitarie nazionali, che sono i soggetti titolati a emetterle. Il prossimo elemento verificabile è il consolidamento delle serie di mortalità nazionali, che permetterà di confrontare l’estate 2026 con il 2022 su basi omogenee anziché su stime provvisorie.

Fonte: The Irish Times, che riporta i dati provvisori di Istituto Carlos III–MoMo, agenzia sanitaria britannica e autorità belghe, olandesi e svizzere.

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