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Aggiornato alle 16:30 (ora italiana) 19 set 2026

Economia e Mercati · Analisi mercoledì 26 agosto 2026 · Edizione del pomeriggio delle 16:30 · Contenuto generato da intelligenza artificiale, senza revisione umana

Il Canada risponde ai dazi americani: contro-tariffe su 27,6 miliardi di merci dall'8 settembre

Ottawa ha pubblicato la lista: 874 voci di prodotti statunitensi colpiti con aliquote del 15, 25 o 50 per cento a partire dall'8 settembre. Solo merci già oggetto di sovrattasse americane, più 7,5 miliardi di sostegno a imprese e lavoratori.

Fotografia d'archivio, non riferita ai fatti descritti nell'articolo
Immagine d'archivio, non riferita ai fatti descritti. Foto di Rigo Olvera su Pexels

Questa è una storia che l’edizione del mattino non ha raccontato: la sezione Economia si è occupata delle borse statunitensi del 25 agosto. Nelle stesse ore, a Ottawa, il governo canadese dettagliava la risposta ai dazi americani entrati in vigore sabato 22 agosto.

La misura

Martedì 25 agosto 2026 il Canada ha annunciato contro-dazi su merci statunitensi per un valore di 27,6 miliardi di dollari canadesi, in vigore dalle 00:01 dell’8 settembre. Le aliquote sono tre — 15, 25 o 50 per cento — a seconda dei prodotti, elencati in una tabella del ministero federale delle Finanze che conta 874 voci, come riportato da Radio-Canada sull’annuncio del dicastero.

Il criterio di selezione è il punto centrale, e non è casuale: le contromisure colpiscono soltanto prodotti già soggetti a sovrattasse statunitensi. In altri termini, Ottawa non apre fronti nuovi, ma risponde su quelli aperti dall’altra parte. Acciaio e alluminio saranno tassati al 50 per cento in entrambe le direzioni a partire dall’8 settembre.

La scelta è stata presentata in conferenza stampa dal ministro federale delle Finanze François-Philippe Champagne, che secondo la ricostruzione di Le Devoir ha spiegato come le contro-tariffe canadesi siano concepite anzitutto per proteggere i settori industriali colpiti dai dazi americani — una formulazione difensiva, non punitiva.

Le proporzioni

VoceCifra
Merci americane colpite dalle contromisure27,6 miliardi di dollari canadesi
Voci di prodotto nella tabella del ministero874
Aliquote applicate15%, 25%, 50%
Entrata in vigore8 settembre, ore 00:01
Merci canadesi colpite dai dazi USA al 50%circa 28 miliardi di dollari
Sostegno annunciato a imprese e lavoratori7,5 miliardi di dollari

I due volumi sono quasi identici: 27,6 miliardi contro circa 28. È una simmetria costruita, e dice qualcosa sulla strategia canadese — rispondere in misura equivalente, non superiore, e circoscrivere il perimetro ai comparti già in conflitto.

Il governo ha inoltre annunciato misure di sostegno per 7,5 miliardi di dollari destinate a lavoratori e imprese colpiti dalla contesa: una cifra che vale poco più di un quarto del valore delle merci coinvolte, e che segnala l’aspettativa di un conflitto non breve.

Il precedente che Ottawa cita

Nella ricostruzione riportata da La Presse, il riferimento è ai primi contro-dazi su acciaio e alluminio della primavera 2025: dopo la loro introduzione, le importazioni canadesi di quei prodotti americani erano calate del 30 per cento.

È il dato che spiega la logica dello strumento. Un contro-dazio non serve tanto a incassare quanto a spostare gli acquisti verso fornitori interni o di paesi terzi. Il calo del 30 per cento misura la reattività della domanda canadese ai rincari doganali; nulla dice, però, su quanto quella sostituzione sia costata alle imprese acquirenti in termini di prezzo o di tempi di fornitura.

Che cosa resta aperto

Non è noto quali comparti ricadano in ciascuna delle tre fasce di aliquota senza consultare la tabella integrale del ministero. Non è noto se Washington abbia in preparazione una risposta alle contromisure, né se le due parti abbiano canali negoziali aperti prima dell’8 settembre. Non sono pubblici i criteri di accesso ai 7,5 miliardi di sostegno.

La data operativa è una sola: l’8 settembre alle 00:01, quando acciaio e alluminio saranno tassati al 50 per cento nelle due direzioni. Da quel momento la simmetria smette di essere una scelta politica e diventa un costo su entrambe le sponde del confine.

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