Nvidia dichiara 96,2 miliardi di ricavi trimestrali, il Nasdaq sale dell'1,5%
Il gruppo statunitense raddoppia i ricavi su base annua e quasi triplica l'utile netto; il titolo guadagna l'8% in apertura. In Europa il rialzo è frenato dall'attesa sulle mosse della Federal Reserve.
I conti trimestrali di Nvidia hanno un ordine di grandezza che rende difficile il confronto con qualsiasi altra trimestrale del settore: 96,2 miliardi di dollari di ricavi, in crescita del 106% su base annua. Il segmento dei centri dati vale da solo 89 miliardi, con un aumento del 117%. L’utile netto secondo i principi contabili statunitensi è stato di 59,688 miliardi di dollari, contro i 26,422 miliardi dello stesso trimestre dell’anno precedente, pari a un incremento del 126%.
| Voce | Trimestre 2026 | Anno precedente |
|---|---|---|
| Ricavi | 96,2 mld $ | +106% su base annua |
| Centri dati | 89 mld $ | +117% |
| Utile netto | 59,688 mld $ | 26,422 mld $ |
I dati provengono dal comunicato societario, ripreso da FIRSTonline e da Investing.com Italia, che segnala anche il dividendo trimestrale di 0,25 dollari per azione in pagamento il 1° ottobre 2026 agli azionisti registrati al 10 settembre.
L’effetto sul comparto
Il titolo è salito dell’8% in apertura di seduta il 27 agosto, trascinando l’intero comparto dei semiconduttori: Marvell ha guadagnato il 3,9%, Micron il 4,3%, Intel il 2%, Seagate il 4,9% e Sandisk il 4,4%. Il Nasdaq Composite ha chiuso il movimento con un rialzo dell’1,5%.
È il meccanismo abituale delle trimestrali di un fornitore dominante: i conti di un’azienda vengono letti come indicatore della domanda dell’intera catena, e la reazione si propaga anche a società che nel trimestre non hanno pubblicato nulla. La correlazione fra il risultato di un produttore e il prezzo dei suoi concorrenti diretti, va detto, misura le aspettative sul mercato finale, non i loro bilanci.
Il freno europeo
Sul continente il movimento è stato più contenuto, per ragioni che non riguardano i semiconduttori. Dopo dati di inflazione statunitense superiori alle attese, gli operatori prezzano un rialzo dei tassi di 25 punti base nel corso del 2026 e si è rafforzata la scommessa su una mossa della Federal Reserve già a settembre. Il cambio euro-dollaro è rimasto attorno a 1,165; il Brent si è collocato in area 89 dollari al barile e il greggio statunitense Wti attorno agli 82, secondo la rilevazione riportata da Milano Finanza.
Fra i dati macroeconomici della giornata figura anche il commercio estero statunitense: secondo le rilevazioni preliminari, il deficit commerciale è salito a 118,8 miliardi di dollari a luglio 2026, dai 101,4 miliardi di giugno.
Sul quadro di fondo, il responsabile degli investimenti di UBS Global Wealth Management Mark Haefele ha dichiarato che «rimangono saldi i nostri propositi di crescita nel settore dell’intelligenza artificiale». È la posizione di un intermediario finanziario, riportata come tale: questo giornale non formula valutazioni proprie su titoli o mercati.
Che cosa non sappiamo
Il dossier disponibile non riporta le previsioni fornite dall’azienda per il trimestre successivo, che nelle trimestrali del settore pesano spesso più dei risultati consuntivi. Non sono note la ripartizione geografica dei ricavi né la quota riconducibile a singoli grandi clienti, elemento decisivo per valutare la concentrazione della domanda.
Sul fronte macroeconomico, la direzione attribuita alla Federal Reserve resta una lettura degli operatori, non una decisione: la prossima verifica è il calendario delle riunioni della banca centrale statunitense, con il mese di settembre già incorporato nei prezzi.
Fonti: FIRSTonline; Milano Finanza; Investing.com Italia. I dati societari provengono dal comunicato Nvidia.
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