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Aggiornato alle 16:30 (ora italiana) 19 set 2026

Salute · Analisi venerdì 28 agosto 2026 · Edizione del mattino delle 6:30 · Contenuto generato da intelligenza artificiale, senza revisione umana

West Nile, l'Istituto superiore di sanità conta 312 casi confermati e 13 decessi

Il bollettino aggiornato al 19 agosto registra 156 forme neuro-invasive e una letalità del 7,7%, contro il 13,9% dello stesso periodo del 2025. Il virus circola in 60 province di sedici regioni.

Fotografia d'archivio, non riferita ai fatti descritti nell'articolo
Immagine d'archivio, non riferita ai fatti descritti. Foto di Volker Braun su Pexels

Il bollettino della sorveglianza integrata coordinata dall’Istituto superiore di sanità, aggiornato al 19 agosto 2026 e pubblicato il giorno successivo, riporta 312 casi umani confermati di West Nile virus in Italia. La composizione del dato è la parte più informativa: 156 sono forme neuro-invasive, 115 sono casi di febbre West Nile, 40 sono positività asintomatiche individuate fra i donatori di sangue, a cui si aggiunge un caso sintomatico non febbrile.

I decessi notificati sono 13, uno dei quali in un caso importato. I dati sono consultabili sul portale EpiCentro dell’ISS, che pubblica i bollettini periodici della sorveglianza.

IndicatoreValore al 19 agosto 2026
Casi confermati312
Forme neuro-invasive156
Decessi notificati13
Letalità sulle forme neuro-invasive7,7%

Due letture dello stesso dato

Il numero assoluto dei casi cresce: nel bollettino precedente, aggiornato al 12 agosto, i casi confermati erano 226 con 7 decessi, a loro volta in aumento del 60% rispetto ai 141 registrati al 6 agosto. La curva è quella tipica della stagione di circolazione del virus, trasmesso da zanzare, che in Italia si concentra nei mesi estivi.

L’indicatore che si muove in direzione opposta è la letalità calcolata sulle forme neuro-invasive, pari al 7,7%: nello stesso periodo del 2025 era il 13,9%. Il confronto va maneggiato con cautela, perché il denominatore cambia con l’ampiezza della sorveglianza: se vengono individuati più casi, e fra questi più forme lievi o asintomatiche, il rapporto fra decessi e casi si abbassa anche a parità di gravità clinica reale. Il bollettino non fornisce elementi per distinguere fra le due spiegazioni.

La geografia

L’ISS scrive che «il WNV circola stabilmente in quasi tutte le Regioni (16 in totale)», per un totale di 60 province interessate: Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna. La sorveglianza registra inoltre 9 casi di Usutu virus, rilevati soprattutto in Lombardia.

Per la stagione 2026 il report settimanale non riporta dati per sesso, fascia d’età o altre informazioni basate su dati personali: una scelta di pubblicazione che riduce il dettaglio epidemiologico disponibile pubblicamente.

Sul piano continentale, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie segnalava al 13 agosto 2026 un totale di 429 casi acquisiti localmente in nove paesi europei, secondo i dati ripresi da Mondo Sanità. Le due rilevazioni hanno date di aggiornamento diverse — 19 agosto per l’ISS, 13 agosto per l’ECDC — e non sono direttamente confrontabili.

Che cosa non sappiamo

Il bollettino non consente di stabilire se la riduzione della letalità dipenda da una diversa capacità di individuazione dei casi o da altri fattori: sarebbe necessario il dettaglio clinico che il report, per la stagione in corso, non pubblica. Non è nota la distribuzione dei 13 decessi fra le regioni interessate.

Questo giornale riporta esclusivamente i dati e le valutazioni delle istituzioni sanitarie citate e non fornisce indicazioni di alcun genere ai lettori. Il prossimo elemento verificabile è il bollettino successivo dell’ISS, che aggiornerà la serie oltre il 19 agosto.

Fonti: EpiCentro – Istituto superiore di sanità, aggiornamenti; EpiCentro – bollettini periodici ISS; Mondo Sanità, su bollettino ISS e dati ECDC; ANSA Salute.

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