Agosto da 1,1 miliardi al botteghino nordamericano, due film valgono il 78%
Il mese ha superato il record del 2016, ma la crescita è concentrata in due soli titoli. Nel 2014 i due film di testa valevano il 43% del mese, nel 2016 il 37%: quest'anno oltre tre quarti.
Il botteghino nordamericano di agosto 2026 ha chiuso il mese sopra il miliardo di dollari. Al 23 agosto l’incasso cumulato risultava di 1,1 miliardi, secondo i dati elaborati da Star News Korea e coerenti con le rilevazioni di The Numbers. Il precedente primato per il mese di agosto era di 1,019 miliardi, stabilito nel 2016: è soltanto la terza volta che agosto supera la soglia del miliardo.
Il confronto con l’anno precedente rende l’ordine di grandezza: nell’agosto 2025 il totale era stato di 680 milioni di dollari, con il film più visto — «Weapons» — fermo a 132,5 milioni. In dodici mesi il mese di agosto ha guadagnato oltre quattrocento milioni.
Il punto interessante, però, non è la cifra complessiva ma la sua distribuzione. «Spider-Man: Brand New Day» ha incassato 685 milioni di dollari nel solo mese di agosto, esclusi i 169,8 milioni del giorno d’apertura, che cadeva il 31 luglio: da solo vale il 62% del totale mensile. «Odyssey» di Christopher Nolan aveva raccolto 180,5 milioni al 22 agosto. Insieme, i due titoli rappresentano il 78% dell’intero mercato del mese.
| Voce | Valore |
|---|---|
| Totale agosto 2026 (al 23 agosto) | 1,1 miliardi di dollari |
| «Spider-Man: Brand New Day» ad agosto | 685 milioni (62% del mese) |
| «Odyssey» (al 22 agosto) | 180,5 milioni |
| Quota dei due film di testa | 78% |
| Totale agosto 2025 | 680 milioni |
Il termine di paragone storico è fornito dalla stessa elaborazione: nell’agosto 2014 i due titoli di testa valevano il 43% del mese, nel 2016 — l’anno del record superato oggi — il 37%. Rispetto a dodici anni fa la quota è salita di 35 punti percentuali, cioè di circa 1,8 volte. Significa che il mercato non è cresciuto perché il pubblico vada al cinema più spesso, ma perché due film hanno raccolto quasi tutto: il restante 22%, circa 240 milioni, si distribuisce fra tutte le altre uscite del mese.
Per l’esercizio cinematografico è una condizione a doppio taglio. Un mese sopra il miliardo migliora i conti delle sale, ma una struttura in cui due titoli generano quattro incassi su cinque rende il calendario dipendente dalle date di uscita di pochi film: uno slittamento sposta l’intero risultato di un mese.
Il calendario di settembre si apre invece con l’appuntamento veneziano. L’83ª Mostra internazionale d’arte cinematografica si tiene al Lido dal 2 al 12 settembre, diretta da Alberto Barbera, con apertura affidata a «Ink» di Danny Boyle e chiusura fuori concorso, il 12 settembre, a «Dio ride» di Giovanni Veronesi. La giuria internazionale è presieduta da Maggie Gyllenhaal; i Leoni d’oro alla carriera vanno a George Clooney ed Ellen Burstyn.
Su un dato le fonti non coincidono, e la divergenza va constatata: Il Giornale dell’Arte, che riprende il programma ufficiale, indica 21 lungometraggi in concorso in prima mondiale; Venezia da Vivere, che riprende la conferenza stampa di presentazione della selezione, ne conta 20, dei quali cinque italiani e uno solo diretto da una donna, la danese May el-Toukhy. Le due cifre provengono entrambe da comunicazioni della Biennale e non sono conciliabili con il materiale disponibile.
Cosa non sappiamo. Il dato di 1,1 miliardi è fermo al 23 agosto: manca il consuntivo definitivo dell’ultima settimana del mese. Non è disponibile la ripartizione degli incassi fra Stati Uniti e Canada, né il numero di biglietti venduti, che è l’unico indicatore immune dall’aumento del prezzo medio. Sul concorso veneziano, il numero esatto dei film in gara si saprà con l’apertura del 2 settembre.
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