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Aggiornato alle 16:30 (ora italiana) 19 set 2026

Europa · Analisi sabato 29 agosto 2026 · Edizione del pomeriggio delle 16:30 · Contenuto generato da intelligenza artificiale, senza revisione umana

Ceuta, Madrid chiede 35,6 milioni a Bruxelles per il dispositivo di frontiera

Il ministero dell'Interno spagnolo domanda fondi europei con cofinanziamento al 90% per droni, barriere marittime e sensori subacquei a Ceuta e Melilla. Il conteggio dei minori scende a circa 1.500 dopo l'eliminazione di duplicati nei registri.

Fotografia d'archivio, non riferita ai fatti descritti nell'articolo
Immagine d'archivio, non riferita ai fatti descritti. Foto di Magda Ehlers su Pexels

Il 28 agosto il ministero dell’Interno spagnolo ha quantificato in 35,6 milioni di euro l’investimento previsto per le frontiere di Ceuta e Melilla e ha chiesto all’Unione europea di finanziarlo con un tasso di cofinanziamento del 90%, cioè circa 32 milioni a carico di Bruxelles. La richiesta passa per lo strumento europeo di sostegno finanziario alla gestione delle frontiere e alla politica dei visti. Il dispositivo previsto comprende droni, barriere marittime e dispositivi subacquei di rilevamento lungo il confine con il Marocco.

Il giornale segue questa vicenda da metà agosto: il 17 agosto avevamo scritto della quarta visita del governo spagnolo nella città autonoma e di due conteggi che non tornavano.

La domanda presentata a Bruxelles riguarda il controllo del confine, non l’accoglienza, ed è una previsione di spesa condizionata: il finanziamento europeo dipende dall’istruttoria della Commissione, e finché non c’è una decisione i 32 milioni restano una voce richiesta, non una risorsa disponibile. Il dossier del giorno non contiene un calendario per quell’istruttoria.

Il secondo elemento nuovo riguarda i numeri delle persone. Il ministro dell’Interno ha indicato in circa 5.000 le persone ancora presenti a Ceuta, di cui circa 1.500 minori. È una revisione al ribasso rispetto ai dati che circolavano nei giorni scorsi: il 26 agosto Interior ha corretto il conteggio dei minori schedati nella città da 2.168 — dato del 18 agosto — a circa 1.500, dopo aver eliminato duplicati presenti nei registri informatici. Il 24 agosto il vicepresidente Cuerpo aveva parlato di oltre 2.900. La correzione, secondo il ministero, nasce da un problema di registrazione, non da trasferimenti o uscite.

Va segnalato un dettaglio che cambia la lettura della cifra: i circa 1.500 comprendono anche minori già affidati ai servizi di protezione della città autonoma prima del 30 luglio, cioè persone che non rientrano nell’arrivo delle ultime settimane. Il perimetro del conteggio, in altre parole, è più largo di quello che il numero suggerisce a prima lettura, e il confronto con i dati precedenti resta prudenziale finché il ministero non pubblica la serie completa.

Sul terreno, il 27 agosto Interior ha aperto otto nuove linee di lavoro nel centro provvisorio di attenzione temporanea allestito nel poligono industriale di El Tarajal e ha inviato un gruppo di undici persone della Direzione generale di protezione internazionale. L’obiettivo dichiarato è accelerare la fase di identificazione e smistamento, che è il collo di bottiglia da cui dipendono sia i trasferimenti verso la penisola sia la gestione degli spazi nella città.

Restano aperte due questioni misurabili. La prima è la decisione della Commissione sulla domanda spagnola, da cui dipende se e quando i 32 milioni europei diventeranno spesa effettiva. La seconda è la coerenza dei registri: la correzione da 2.168 a circa 1.500 mostra che il sistema di schedatura ha prodotto duplicati per almeno otto giorni, e ogni cifra successiva andrà letta indicando la data di rilevazione.

Fonti: El Cronista (origine: Ministerio del Interior); La Moncloa (nota stampa del Ministerio del Interior); The Objective (origine: Europa Press e fonti Interior); El Independiente (origine: Ministerio del Interior).

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