Nepal, il bilancio dell'alluvione sale a 903 morti e le ricerche continuano nei tunnel
L'autorità nazionale per la gestione dei disastri ha aggiornato a 903 il numero delle vittime della piena del 26 agosto al confine con la Cina; oltre 900 lavoratori dei cantieri idroelettrici risultano dispersi.
Il conteggio ufficiale dell’alluvione che ha colpito la regione di confine fra Nepal e Cina il 26 agosto continua a salire. L’autorità nazionale nepalese per la riduzione e la gestione del rischio di disastri ha comunicato lunedì 30 agosto che le vittime sono 903, come riporta Al Jazeera citando l’ente e l’agenzia Reuters. Il distretto più colpito è quello di Rasuwa.
La progressione delle cifre nell’arco di pochi giorni dà la misura di quanto il quadro sia ancora in movimento. Il 29 agosto la testata nepalese Hamra Kura, citando i dati illustrati dal portavoce della polizia nepalese, contava 669 morti e 2.362 dispersi, di cui 1.863 cittadini nepalesi e 523 stranieri; fra i 669 corpi figuravano 148 donne, 268 uomini e 42 bambini, oltre a 211 resti umani parziali recuperati separatamente. Il dato di 903 comunicato il giorno successivo dall’autorità nazionale è quindi un aumento, non una revisione al ribasso: le due cifre provengono da soggetti diversi e sono riferite a momenti diversi.
I dispersi nei cantieri
La parte più difficile delle ricerche riguarda le opere idroelettriche del Nepal centrale, dove risultano dispersi oltre 900 lavoratori. Le squadre impegnate nel progetto idroelettrico di Rasuwagadhi hanno riferito di non aver rilevato segni di presenza umana nel sito, secondo l’ufficio del primo ministro nepalese ripreso dalla CNN.
Il ministro degli Esteri Shisir Khanal ha chiesto ai Paesi vicini un supporto specializzato: soccorso in galleria, tecnologie per il rilevamento di sopravvissuti, analisi forensi e del DNA, celle frigorifere per gli obitori. Ha definito le ricerche «attualmente la nostra priorità nazionale» (trad. dall’inglese), riporta CBS News. Una squadra indiana di ricognizione per il soccorso in galleria composta da undici persone è stata dispiegata, e una squadra cinese analoga era attesa a breve.
Il versante cinese e gli stranieri
Il premier cinese Li Qiang ha parlato di una significativa perdita di vite umane sul proprio versante, dove si contavano almeno cinque morti e 550 dispersi. Sul fronte degli stranieri coinvolti, il Dipartimento di Stato statunitense ha riferito che novanta cittadini americani risultavano non rintracciati.
| Dato | Valore | Fonte e data |
|---|---|---|
| Vittime in Nepal | 903 | autorità nazionale per i disastri, 30 agosto |
| Morti e dispersi (polizia) | 669 e 2.362 | polizia nepalese, 29 agosto |
| Lavoratori dispersi nei cantieri | oltre 900 | ufficio del primo ministro |
| Morti e dispersi sul versante cinese | almeno 5 e 550 | dichiarazione di Li Qiang |
| Cittadini statunitensi non rintracciati | 90 | Dipartimento di Stato USA |
Che cosa non sappiamo
Le cifre di morti e dispersi provengono da soggetti diversi — autorità nazionale, polizia, ufficio del primo ministro, governo cinese — e non sono state consolidate in un conteggio unico. Non è noto quanti dei dispersi nei cantieri siano compresi nel totale dei 2.362 riferiti dalla polizia. Non risulta pubblicato un bilancio congiunto Nepal-Cina, né una stima ufficiale nepalese dei danni successiva alla valutazione preliminare dei primi giorni.
Il giornale continuerà a pubblicare ogni nuovo dato indicando in modo esplicito la direzione della revisione rispetto a quanto già scritto.
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