Berlino attribuisce a Mosca il drone di Lipsia e chiude il consolato di Bonn
Il governo tedesco ha imputato alla Russia il tentato attacco all'aeroporto di Lipsia/Halle del 5 agosto e ha annunciato un pacchetto di misure. Al Gymnich di Wicklow i ministri degli Esteri Ue hanno discusso di minacce ibride e asset congelati.
Nella notte sul 5 agosto, sulla pista sud dell’aeroporto di Lipsia/Halle, è stato trovato un drone equipaggiato con esplosivo e detonatore, a poca distanza da un aereo cargo ucraino Antonov An-124. Quasi un mese dopo, il 1° settembre, il governo federale tedesco ha attribuito ufficialmente alla Russia la responsabilità dell’atto, ricostruisce la Neue Zürcher Zeitung sulla base dell’annuncio dell’esecutivo e delle ricostruzioni di Zeit e Süddeutsche Zeitung.
Redazione Zero non copre il versante penale della vicenda: le indagini sono in corso e non ne trattiamo qui. Quello che rientra nel perimetro di questo giornale è ciò che i governi hanno deciso di fare dopo l’attribuzione.
Il pacchetto tedesco
Le misure annunciate da Berlino sono quattro. La prima è la chiusura del consolato generale russo di Bonn entro settembre. La seconda è la disdetta del contratto relativo alla Casa Russa di Berlino. La terza consiste in nuove proposte per la lista sanzionatoria dell’Unione europea. La quarta riguarda i controlli d’ingresso più stringenti per i cittadini russi, accompagnati da un aumento della pressione sulla cosiddetta flotta ombra russa nel Baltico.
Sul fronte della sicurezza degli scali, il ministro dei Trasporti Steffen Bilger ha indicato la direzione in una frase sola: «Dobbiamo essere più rapidi nell’equipaggiamento dei nostri aeroporti» (trad. dal tedesco), riportata dalla NZZ. Che i sistemi di rilevamento e neutralizzazione dei droni non siano ancora diffusi lo suggerisce anche il seguito degli accertamenti: una ricerca di ZDF frontal ha documentato il ritrovamento di un’antenna in un boschetto a nord dell’aeroporto, il cui utilizzo resta oggetto di ipotesi. Le ricostruzioni di Zeit, NDR, WDR e Süddeutsche Zeitung, riprese dalla rivista di settore fvw, riferiscono di sviluppi investigativi sui quali la Procura federale non ha commentato.
Wicklow, un giorno dopo
Il 2 settembre i ministri degli Esteri dei Ventisette si sono riuniti a Wicklow, in Irlanda, per l’appuntamento informale noto come Gymnich. Sul tavolo, riferisce Affaritaliani dal punto stampa a margine, due dossier collegati fra loro: il rischio di interferenze nei processi elettorali dei Paesi dell’Unione e gli attacchi ibridi attribuiti a Mosca, insieme al nodo giuridico della possibile confisca degli asset russi congelati da destinare all’Ucraina.
Il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani ha ricondotto gli attacchi informatici contro strutture italiane alla categoria più ampia della guerra ibrida, indicandone la dimensione sovranazionale:
«È una questione che riguarda tutta l’Unione Europea» — Antonio Tajani, ministro degli Esteri italiano
Il collegamento con il caso tedesco è cronologico prima che formale: la decisione di Berlino è arrivata il giorno prima della riunione, come segnala anche JLC News nel resoconto delle dichiarazioni a Wicklow.
Che cosa non sappiamo
Non sappiamo su quali elementi si fondi l’attribuzione governativa alla Russia: il pacchetto è stato annunciato, la motivazione tecnica no. Non sappiamo quando le nuove proposte tedesche per la lista sanzionatoria arriveranno formalmente al tavolo dei Ventisette, né quale sia il calendario di una eventuale decisione sugli asset congelati, che al Gymnich è stata discussa come questione giuridica aperta. Non sappiamo se Mosca abbia annunciato contromisure.
Una data c’è ed è vicina: il consolato generale russo di Bonn deve chiudere entro settembre.
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