Le Borse europee chiudono in rialzo, il Brent scende sotto i 95 dollari
Seduta volatile il 3 settembre: Piazza Affari sale dello 0,9% grazie al calo dei rendimenti obbligazionari, il greggio ritraccia dopo i massimi di cinque settimane. Sul titolo Lottomatica due letture divergenti nello stesso giorno.
La seduta europea del 3 settembre si è chiusa in territorio positivo dopo un andamento volatile, con Piazza Affari in rialzo dello 0,9%. Il motore del recupero è stato il calo dei rendimenti obbligazionari su entrambe le sponde dell’Atlantico, come riportano l’agenzia Radiocor per Il Sole 24 Ore, la redazione di Milano Finanza e quella di QuiFinanza sui dati di mercato.
Obbligazioni e greggio, i due numeri che comandano
Il quadro dei tassi resta il vero riferimento della giornata. Il decennale italiano ha aperto al 4,20%, all’indomani di una sessione in cui aveva toccato il punto più alto dalla fine del 2023. Oltre Atlantico il titolo di Stato americano di pari scadenza si collocava al 4,76%: il giorno prima era arrivato a un valore che non si vedeva da un triennio. Il differenziale fra BTP e Bund è sceso in mattinata a 83 punti base.
Sul fronte energetico il movimento è di segno opposto rispetto al giorno prima.
| Materia prima | Variazione 3 settembre | Livello |
|---|---|---|
| Brent (future) | −1,46% | 94,22 dollari al barile |
| WTI | −1,24% | 89,88 dollari al barile |
Entrambi i riferimenti avevano chiuso il 2 settembre in rialzo dell’1%, sui massimi di cinque settimane. Il ritracciamento del 3 settembre va quindi letto come una correzione dopo una corsa, non come un’inversione: i livelli restano quelli della fascia alta delle ultime settimane.
Lottomatica, due letture nello stesso giorno
Il caso più interessante della seduta italiana è quello di Lottomatica, che ha annunciato la fusione con la spagnola Cirsa, presentata come sua principale concorrente europea. Il 2 settembre il titolo aveva perso terreno dopo la diffusione della notizia sull’operazione. Alle 10 del 3 settembre l’azione cedeva ancora circa il 2%: per il Corriere dell’Economia, che elabora dati di Borsa Italiana, è il segno che gli investitori non avevano ancora metabolizzato l’operazione.
Nella stessa giornata, però, Il Sole 24 Ore attribuisce al titolo uno «sprint» nella chiusura positiva di Piazza Affari. Le due descrizioni non sono necessariamente in contraddizione — una fotografa le 10 del mattino, l’altra la chiusura — ma la distanza fra i due racconti è un promemoria su come funziona la cronaca finanziaria: l’ora in cui si guarda il listino determina la storia che si scrive. Qui ci fermiamo alla constatazione: gli estratti disponibili non contengono la variazione finale del titolo a fine seduta.
Il resto del listino milanese ha mostrato una debolezza concentrata nel lusso, con Brunello Cucinelli a −2,38%, Moncler a −2,19% e Salvatore Ferragamo a −3,27% in apertura.
Che cosa non sappiamo
Non conosciamo i termini della fusione fra Lottomatica e Cirsa: valore dell’operazione, struttura societaria, calendario e autorizzazioni necessarie non compaiono negli estratti. Non abbiamo la variazione di chiusura dei singoli titoli del lusso, rilevata in apertura. Non sappiamo quale evento abbia innescato il calo dei rendimenti obbligazionari che ha sostenuto i listini.
Il dato che resta, e che pesa sui conti pubblici più di qualunque seduta azionaria, è il costo del debito: il decennale italiano viaggia sopra il 4%, con lo spread a 83 punti base.
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