Due fronti di incendio in Sardegna mentre il Sud resta sopra i 35 gradi
Elicotteri e Canadair impegnati su due roghi distinti il 4 settembre. Il bilancio della stagione italiana segnava già a inizio agosto circa 70mila ettari bruciati, il 133% sopra la media ventennale.
Il 4 settembre le squadre antincendio della Regione Sardegna sono intervenute su due incendi distinti, con il concorso di mezzi aerei: elicotteri e Canadair. Lo riferisce The Social Post sulla base delle comunicazioni del sistema antincendio regionale.
Per quella stessa giornata il quadro previsionale era già in allerta. Il Comune di Carbonia aveva diffuso il bollettino della Protezione civile regionale con codice giallo e pericolosità media per il proprio territorio. Sull’altro versante del Mediterraneo italiano, la Protezione civile comunale di Taranto segnalava pericolosità moderata per incendi boschivi, con informativa specifica sull’abbruciamento delle stoppie, come riporta InfoALERT365. A Taranto è in vigore per il 2026 lo stato di grave pericolosità per gli incendi boschivi e di interfaccia, dichiarato con ordinanza sindacale n. 31/2026.
Il calore che tiene aperta la stagione
La coincidenza fra i due bollettini e gli interventi sardi non è casuale: dipende dalle condizioni atmosferiche di questi giorni. Per il fine settimana del 5 e 6 settembre le previsioni riportate da InfoCilento indicano cielo sereno e massime oltre i 35 gradi in provincia di Salerno, con l’anticiclone africano stabile sul Sud Italia. Nel Sannio, secondo il bollettino di NTR24, le massime attese arrivano a 35-36 gradi a Benevento e nelle zone pianeggianti, mentre in collina si resta fra 31 e 34 gradi.
Settembre inoltrato con temperature di questo ordine significa vegetazione ancora secca e periodo di rischio che non si chiude. È la ragione per cui in Puglia lo stato di grave pericolosità resta dichiarato e i bollettini quotidiani continuano a uscire.
Il bilancio della stagione
Il numero che dà la misura dell’estate 2026 è precedente agli incendi di ieri. Secondo l’elaborazione di One Health Focus, all’inizio di agosto gli ettari bruciati in Italia erano già circa 70mila: una superficie superiore del 133% alla media degli ultimi vent’anni.
Nella stessa rassegna la stagione compare come una sequenza di eventi diversi fra loro: trombe d’aria sull’Altopiano di Asiago, bombe d’acqua nell’area flegrea, un terremoto di magnitudo 4.7 a Pozzuoli il 1° agosto 2026. Il dato meno prevedibile riguarda però la Campania: nel Salernitano il bilancio 2026 degli incendi risulta in calo rispetto agli anni precedenti. La media nazionale, cioè, nasconde differenze territoriali larghe.
Che cosa non sappiamo
Sui due incendi sardi non conosciamo la localizzazione precisa, l’estensione percorsa dal fuoco, l’eventuale coinvolgimento di abitazioni o le cause d’innesco. La fonte disponibile riferisce l’intervento e i mezzi impiegati, non l’esito.
Sul dato dei 70mila ettari va precisata la natura: è un’elaborazione su dati di sistema, aggiornata all’inizio di agosto, e non un consuntivo di fine stagione. Il confronto con la media ventennale ne dipende. Non abbiamo, allo stato, un aggiornamento di quella cifra a inizio settembre.
Le previsioni citate coprono il fine settimana e due aree del Mezzogiorno: non descrivono l’andamento nazionale né la settimana successiva. Il prossimo elemento verificabile sono i bollettini quotidiani di pericolosità delle protezioni civili regionali e comunali, che restano l’unico strumento pubblico con cadenza giornaliera.
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