Lee Chang-dong torna in concorso a Venezia dopo ventiquattro anni
Il regista sudcoreano presenta oggi al Lido 'Possible Love', prodotto da Netflix: è il suo primo lungometraggio dopo 'Burning' e il ritorno al Concorso dopo 'Oasis' del 2002.
Il 5 settembre alle 19, ora locale, l’83ª Mostra internazionale d’arte cinematografica proietta in prima mondiale ‘가능한 사랑’ — ‘Possible Love’ — di Lee Chang-dong. Il film era stato annunciato nella selezione ufficiale del Concorso il 23 luglio 2026, quando la Mostra ha diffuso i venti titoli in gara, come riporta Munhwa Ilbo.
Le due distanze temporali che accompagnano questa proiezione sono entrambe lunghe. La prima riguarda il festival: Lee non era in Concorso a Venezia dal 2002, quando ‘Oasis’ ottenne al 59° festival cinque riconoscimenti, fra cui il premio per la regia e quello per l’attrice emergente a Moon So-ri. La seconda riguarda la sua filmografia: è il primo lungometraggio dopo ‘Burning’ del 2018, a otto anni di distanza.
Il film e la sua produzione
‘Possible Love’ è una produzione Netflix, come indicato dal comunicato della filiale coreana della piattaforma ripreso da Financial News. Nel cast figurano Sol Kyung-gu, Jeon Do-yeon, Jo In-sung e Cho Yeo-jeong.
La trama segue due coppie che si incrociano attorno alla realizzazione di un documentario: da una parte un lavoratore licenziato con la moglie, dall’altra una regista di documentari con il marito. L’incrocio fra chi filma e chi viene filmato è quindi il congegno narrativo dichiarato.
Il film è atteso anche al 51° Toronto International Film Festival.
Una presenza coreana che si consolida
‘Possible Love’ è il dodicesimo film coreano ammesso in Concorso a Venezia, in una serie che comprende ‘Lady Vendetta’ (2005), ‘Pietà’ (2012) e ‘No Other Choice’ di Park Chan-wook (2025). Per la Corea è il secondo anno consecutivo in gara: una continuità che, in un festival dove le selezioni nazionali oscillano di anno in anno, non è banale.
Secondo la corrispondenza di Herald Business, che riprende anche materiali Yonhap e AFP, l’agenzia Reuters ha letto l’edizione 2026 come un arretramento delle produzioni dei grandi studi a favore del cinema indipendente e d’autore: «Quest’anno Hollywood ha fatto un passo indietro alla Mostra di Venezia» (trad. dal coreano). È una valutazione giornalistica sulla composizione della selezione, non un dato.
Il resto del Lido
La terza giornata del festival, venerdì 4 settembre, ha portato in Concorso ‘15/18 (A Place to Heal)’ di Cédric Kahn — ambientato in una comunità per giovani con disturbi psichici, con Zoé Monpart, Malou Khebizi e Kenji Peyran nel cast insieme allo stesso Kahn — e ‘Mr. Nelson, Did You Kill People?’ con Geoffrey Rush. Fuori concorso è stato proiettato ‘The Basics of Philosophy’ di Paul Schrader, con Jack Huston e Bill Pullman.
Nella sezione Orizzonti sono arrivati ‘La Maison Du Vent’ di Auguste Bernard Kouemo Yanghu e ‘La città dei vivi’ di Edoardo Gabbriellini; alle Giornate degli Autori è entrato in gara ‘Balcanica’ di Nicola Sorcinelli, con Matilda De Angelis, sul viaggio di due musicisti afghani in fuga. In programma anche una masterclass con Chloé Zhao e la proiezione di ‘Queer Edward II’ di Theo Rollason. Il programma è quello ufficiale della Biennale, riportato da ANSA e da Sky TG24.
Che cosa non sappiamo
Non conosciamo la durata del film di Lee né la data della sua distribuzione sulla piattaforma. Non sappiamo se e quando arriverà nelle sale, in Corea o altrove. La cerimonia d’apertura dell’83ª Mostra è documentata da Ten Asia, ma il calendario dei premi non compare nel materiale a disposizione: l’unica data certa relativa a questo film è quella della proiezione di oggi al Lido.
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