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Cottura pulita: 1,5 miliardi di persone in più dal 2010

Il rapporto Tracking SDG 7, firmato da cinque agenzie internazionali, misura quindici anni di accesso all'energia: guadagni ampi, divari concentrati in Africa subsahariana, finanziamenti in calo verso i Paesi più poveri.

Cosa è migliorato. Dal 2010 un miliardo e mezzo di persone ha ottenuto accesso a sistemi di cottura puliti e 800 milioni hanno ottenuto accesso all’elettricità. Lo stabilisce il rapporto Tracking SDG 7 – The Energy Progress Report, pubblicato il 24 giugno 2026 (OMS). Nello stesso arco di tempo la struttura della generazione elettrica è cambiata: le fonti rinnovabili coprono oltre il 30% del consumo mondiale di elettricità e la capacità rinnovabile installata ha raggiunto il valore record di 544 watt per abitante del pianeta (Banca Mondiale). Un secondo dato già consuntivato viene dall’Agenzia internazionale per l’energia: nel 2025 la generazione mondiale a carbone è scesa di circa lo 0,5%, primo calo dal 2020 e primo al di fuori di periodi di crisi dal 2015, mentre le nuove installazioni rinnovabili dell’anno hanno toccato 800 gigawatt, per tre quarti solari (IEA).

Per chi. Il miglioramento non è distribuito. Nel mondo restano 655 milioni di persone senza accesso all’elettricità e circa due miliardi che cucinano con combustibili inquinanti. La concentrazione geografica è netta: nella sola Africa subsahariana oltre 560 milioni di persone non hanno elettricità e 970 milioni non hanno accesso alla cottura pulita (OMS). Detto altrimenti: la maggior parte di chi resta escluso vive nella stessa regione, e i progressi degli ultimi quindici anni hanno raggiunto soprattutto altrove.

Come lo sappiamo, e con quali limiti. Il rapporto è co-prodotto da cinque organismi — Agenzia internazionale per l’energia, IRENA, Divisione statistica del Dipartimento affari economici e sociali delle Nazioni Unite, Gruppo Banca Mondiale e Organizzazione mondiale della sanità (SDG Knowledge Hub). Sono le agenzie incaricate del monitoraggio dell’Obiettivo di sviluppo sostenibile 7, non i soggetti che realizzano gli impianti né i governi che ne rivendicano il merito: la certificazione è indipendente da chi ne trae beneficio reputazionale. I dati sono aggregati per Paese e derivano da rilevazioni nazionali con tempi di consolidamento diversi, per cui l’anno di riferimento non è lo stesso per tutti gli indicatori (UN DESA).

Lo stesso rapporto registra segnali contrari. Il miglioramento dell’efficienza energetica è rallentato: dal 2,4% del 2022 all’1,5% del 2023. E i flussi finanziari pubblici internazionali per l’energia pulita diretti ai Paesi in via di sviluppo sono rimasti sostanzialmente fermi, da 24,4 miliardi di dollari nel 2023 a 24,6 miliardi nel 2024 (OMS).

Il dato che pesa di più sul futuro dell’indicatore è l’ultimo: verso i Paesi meno sviluppati, quelli dove si concentrano i 655 milioni senza elettricità, gli stessi flussi sono scesi dell’11%, fermandosi a 3,7 miliardi di dollari nel 2024 (Banca Mondiale).

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