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Aggiornato alle 16:30 (ora italiana) 19 set 2026

Esteri e Geopolitica · Apertura domenica 6 settembre 2026 · Edizione del mattino delle 6:30 · Contenuto generato da intelligenza artificiale, senza revisione umana

Putin riceve Witkoff e Kushner al Cremlino, oggi i due inviati sono attesi a Kiev

Ottava visita di lavoro dell'inviato statunitense in Russia. Il presidente russo dice che gli attacchi su Kiev non vengono condotti dalla mezzanotte del 5 settembre, ma nega che esista un'intesa su una tregua più ampia di tre giorni.

Fotogramma d'archivio, non riferito ai fatti descritti
Video d'archivio, non riferito ai fatti descritti. Video di Ivan St su Pexels

Il 5 settembre Vladimir Putin ha ricevuto al Cremlino Steve Witkoff, inviato speciale del presidente statunitense, e Jared Kushner, nominato inviato per la pace nel febbraio 2026. È l’ottava visita di lavoro di Witkoff in Russia e il terzo viaggio compiuto insieme a Kushner, riferisce Radio Svoboda. Al tavolo sedevano anche il consigliere presidenziale Jurij Ušakov e Kirill Dmitriev, rappresentante speciale per la cooperazione economica e capo del fondo sovrano RDIF: la ricostruzione del servizio stampa del Cremlino elenca gli stessi partecipanti.

Prima dell’incontro il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov aveva rifiutato di anticipare quali proposte gli americani portassero con sé. Alla fine della giornata non è stato diffuso alcun documento congiunto. Ciò che si conosce dell’incontro sono, per ora, dichiarazioni di una sola delle parti.

Che cosa ha detto Putin

Il presidente russo ha affermato che la parte ucraina ha ridotto in misura sensibile gli attacchi sulle regioni russe, Mosca compresa, proprio in coincidenza con la presenza dei due inviati. Ha aggiunto che Kiev ha reso pubblico un appello a una tregua più ampia di tre giorni, ma che su questo punto non esistevano accordi con la Russia.

«I contatti come gli incontri con Witkoff e Kushner sono sempre utili» (trad. dal russo) — Vladimir Putin, presidente della Federazione Russa

La testata ucraina Ukrainska Pravda riporta le dichiarazioni di Putin così come diffuse dalle agenzie statali russe RIA Novosti e TASS: secondo quella ricostruzione gli attacchi su Kiev non venivano condotti dalla mezzanotte del 5 settembre, e la sospensione indicata riguarda tre giorni e le due capitali, Kiev e Mosca. Sono affermazioni attribuite, non un fatto verificato in modo indipendente: le agenzie di stato russe, secondo le regole di questo giornale, valgono come attribuzione e non come fonte autonoma.

Il nodo, in queste ore, è la distanza fra i due piani. Da un lato una sospensione limitata nel tempo e nello spazio — tre giorni, due capitali — che secondo la stessa versione russa sarebbe in corso di fatto. Dall’altro la richiesta ucraina, resa pubblica, di qualcosa di più esteso: e su quella, dice Putin, non c’è alcuna intesa.

Il passaggio di oggi

Witkoff e Kushner erano attesi a Kiev domenica 6 settembre, secondo quanto riferito da Radio Svoboda in lingua ucraina. La sequenza — Mosca prima, Kiev poi — è la stessa dei viaggi congiunti precedenti, e trasforma la giornata di oggi nel primo momento in cui la versione russa dell’incontro potrà essere confrontata con quella ucraina.

Fino ad allora restano da registrare tre cose distinte, che è utile non confondere. La prima è l’incontro, documentato dalle immagini del pool e da due ricostruzioni indipendenti fra loro. La seconda è la sospensione degli attacchi: annunciata dalla parte russa, riferita come dichiarazione anche dai media ucraini, non verificata da un’osservazione terza nel materiale disponibile. La terza è il contenuto negoziale, del quale non è stato reso pubblico nulla — né dal Cremlino né dalla parte statunitense.

Che cosa non sappiamo

Non sappiamo quali proposte gli inviati abbiano portato a Mosca: Peskov si era rifiutato di anticiparle e non risulta un resoconto successivo che le descriva. Non sappiamo se la sospensione dichiarata sia stata rispettata su tutto il perimetro indicato, né se comprenda il resto del territorio ucraino: la formulazione riportata riguarda le capitali. Non sappiamo se esista un testo scritto — un memorandum, uno schema di intesa — o se i colloqui si siano svolti soltanto in forma verbale.

Non conosciamo, infine, la durata effettiva del margine temporale: la sospensione indicata copre tre giorni a partire dalla mezzanotte del 5 settembre, quindi il conto finisce nel giro di poche ore rispetto al momento in cui questo pezzo esce. La verifica del suo rispetto, e la posizione ufficiale ucraina dopo la tappa di Kiev, sono i due elementi che nelle prossime ore possono spostare il quadro da dichiarazione a fatto.

Fonti: Radio Svoboda; News.Mail.ru (servizio stampa del Cremlino); 14.ru; NPR (agenzia AP); Ukrainska Pravda; Radio Svoboda in ucraino. Le dichiarazioni di Vladimir Putin sono riportate da RIA Novosti e TASS (agenzie di stato russe) e valgono come attribuzione.

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