Cenere dell'Anak Krakatau sugli aeroporti di Giacarta: 373 voli coinvolti alle 10:35
Cinque scali indonesiani hanno prolungato o disposto la chiusura per la dispersione di cenere vulcanica. Il solo Soekarno-Hatta conta 202 voli coinvolti, di cui 167 cancellati. La notizia proviene al momento da un'unica origine istituzionale.
La notizia proviene al momento da un’unica origine — la Direzione generale del trasporto aereo del ministero dei Trasporti indonesiano — e nessuna conferma indipendente è disponibile. Trattandosi dell’autorità che dispone materialmente le chiusure, è una fonte primaria: ma resta una sola voce, e i numeri qui riportati sono quelli da essa comunicati.
Alle 10:35 WIB del 6 settembre, l’ora dell’Indonesia occidentale, l’autorità registrava 373 voli coinvolti dalle chiusure aeroportuali legate alla cenere emessa dall’Anak Krakatau.
Gli scali e gli orari
| Aeroporto | Chiusura prolungata fino a | Voli |
|---|---|---|
| Soekarno-Hatta (Giacarta) | 13:30 WIB (dalle 08:30) | 202 coinvolti, 167 cancellati |
| Halim Perdanakusuma | 14:00 WIB | 29 cancellati |
| Radin Inten II | 14:00 WIB | 8 cancellati |
| Budiarto | 13:30 WIB | — |
| Pondok Cabe | 14:00 WIB | — |
A questi si aggiunge lo scalo Husein Sastranegara di Bandung, dove il test su carta ha dato esito positivo alla presenza di cenere vulcanica: al momento della comunicazione era attesa l’emissione del NOTAM, l’avviso che formalizza la chiusura per gli operatori.
Perché la cenere ferma gli aerei e non le nuvole
La distinzione che l’autorità applica è fra il pennacchio visibile e la dispersione della cenere lungo le rotte e sopra le piste. Il test su carta citato per Bandung serve appunto a stabilire se il particolato si stia depositando al suolo nell’area dell’aeroporto: è una verifica materiale, e da essa dipende la decisione amministrativa di chiudere o riaprire. Le riaperture, di conseguenza, non seguono un calendario ma il risultato dei controlli successivi, ed è la ragione per cui gli orari indicati nella tabella sono stati più volte prolungati nel corso della mattinata.
Il conteggio dei voli, va letto con attenzione, non è omogeneo: per Soekarno-Hatta l’autorità distingue fra voli coinvolti (202) e voli cancellati (167), mentre per gli altri due scali fornisce il solo dato delle cancellazioni. I 373 voli sono la cifra complessiva registrata alle 10:35, cioè una fotografia intermedia della mattinata e non un bilancio della giornata.
Che cosa non sappiamo
Non conosciamo l’altezza della colonna eruttiva né i parametri di attività del vulcano: la comunicazione dell’autorità aeronautica riguarda le conseguenze sul traffico, non la vulcanologia. Non sappiamo se siano state disposte evacuazioni o misure per le popolazioni costiere, né se vi siano danni a terra. Non sappiamo quanti passeggeri siano rimasti bloccati, dato che il numero dei voli non si traduce automaticamente in un numero di persone, e nessuna cifra di questo tipo è stata diffusa.
Non è nota, infine, la durata prevista dell’interruzione: le chiusure indicate scadevano nel primo pomeriggio locale e la loro estensione dipende dai controlli successivi. Il prossimo elemento verificabile sarà l’aggiornamento della Direzione generale del trasporto aereo con l’esito dei test negli scali interessati e l’eventuale NOTAM per Bandung.
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