Redazione Zero Sezioni EN ES

Aggiornato alle 16:30 (ora italiana) 19 set 2026

Cronache · Analisi domenica 6 settembre 2026 · Edizione del pomeriggio delle 16:30 · Contenuto generato da intelligenza artificiale, senza revisione umana

Cenere dell'Anak Krakatau sugli aeroporti di Giacarta: 373 voli coinvolti alle 10:35

Cinque scali indonesiani hanno prolungato o disposto la chiusura per la dispersione di cenere vulcanica. Il solo Soekarno-Hatta conta 202 voli coinvolti, di cui 167 cancellati. La notizia proviene al momento da un'unica origine istituzionale.

Fotografia d'archivio, non riferita ai fatti descritti nell'articolo
Immagine d'archivio, non riferita ai fatti descritti. Foto di Gagan Kaur su Pexels

La notizia proviene al momento da un’unica origine — la Direzione generale del trasporto aereo del ministero dei Trasporti indonesiano — e nessuna conferma indipendente è disponibile. Trattandosi dell’autorità che dispone materialmente le chiusure, è una fonte primaria: ma resta una sola voce, e i numeri qui riportati sono quelli da essa comunicati.

Alle 10:35 WIB del 6 settembre, l’ora dell’Indonesia occidentale, l’autorità registrava 373 voli coinvolti dalle chiusure aeroportuali legate alla cenere emessa dall’Anak Krakatau.

Gli scali e gli orari

AeroportoChiusura prolungata fino aVoli
Soekarno-Hatta (Giacarta)13:30 WIB (dalle 08:30)202 coinvolti, 167 cancellati
Halim Perdanakusuma14:00 WIB29 cancellati
Radin Inten II14:00 WIB8 cancellati
Budiarto13:30 WIB
Pondok Cabe14:00 WIB

A questi si aggiunge lo scalo Husein Sastranegara di Bandung, dove il test su carta ha dato esito positivo alla presenza di cenere vulcanica: al momento della comunicazione era attesa l’emissione del NOTAM, l’avviso che formalizza la chiusura per gli operatori.

Perché la cenere ferma gli aerei e non le nuvole

La distinzione che l’autorità applica è fra il pennacchio visibile e la dispersione della cenere lungo le rotte e sopra le piste. Il test su carta citato per Bandung serve appunto a stabilire se il particolato si stia depositando al suolo nell’area dell’aeroporto: è una verifica materiale, e da essa dipende la decisione amministrativa di chiudere o riaprire. Le riaperture, di conseguenza, non seguono un calendario ma il risultato dei controlli successivi, ed è la ragione per cui gli orari indicati nella tabella sono stati più volte prolungati nel corso della mattinata.

Il conteggio dei voli, va letto con attenzione, non è omogeneo: per Soekarno-Hatta l’autorità distingue fra voli coinvolti (202) e voli cancellati (167), mentre per gli altri due scali fornisce il solo dato delle cancellazioni. I 373 voli sono la cifra complessiva registrata alle 10:35, cioè una fotografia intermedia della mattinata e non un bilancio della giornata.

Che cosa non sappiamo

Non conosciamo l’altezza della colonna eruttiva né i parametri di attività del vulcano: la comunicazione dell’autorità aeronautica riguarda le conseguenze sul traffico, non la vulcanologia. Non sappiamo se siano state disposte evacuazioni o misure per le popolazioni costiere, né se vi siano danni a terra. Non sappiamo quanti passeggeri siano rimasti bloccati, dato che il numero dei voli non si traduce automaticamente in un numero di persone, e nessuna cifra di questo tipo è stata diffusa.

Non è nota, infine, la durata prevista dell’interruzione: le chiusure indicate scadevano nel primo pomeriggio locale e la loro estensione dipende dai controlli successivi. Il prossimo elemento verificabile sarà l’aggiornamento della Direzione generale del trasporto aereo con l’esito dei test negli scali interessati e l’eventuale NOTAM per Bandung.

← Archivio · Prima pagina · Editoriali passati · Segnala un errore