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Aggiornato alle 16:30 (ora italiana) 19 set 2026

Italia · Analisi lunedì 7 settembre 2026 · Edizione del pomeriggio delle 16:30 · Contenuto generato da intelligenza artificiale, senza revisione umana

Sciopero dei treni: chi l'ha proclamato e per quali motivi

Con l'avvio dell'astensione di 24 ore emergono le sigle promotrici — CUB Trasporti, SGB, CAT e l'Assemblea nazionale PdM/PdB del Gruppo FSI — e le tre ragioni della mobilitazione: rinnovo del contratto in scadenza, riconoscimento del lavoro usurante, contrarietà alla gara sugli Intercity divisi in tre lotti.

Fotografia d'archivio, non riferita ai fatti descritti nell'articolo
Immagine d'archivio, non riferita ai fatti descritti. Foto di David Kwewum su Pexels

Il dato che ieri mancava oggi c’è: lo sciopero ferroviario nazionale è stato indetto dai sindacati di base CUB Trasporti, SGB e CAT insieme all’Assemblea nazionale del personale di macchina e di bordo del Gruppo FSI, secondo la proclamazione pubblicata da CUB e le ricostruzioni di Sky TG24 e Fanpage. Quando ne abbiamo scritto il 6 settembre erano disponibili soltanto gli avvisi di infomobilità: orari e aziende coinvolte. Sigle e motivazioni non erano note.

CUB Trasporti e SGB Ferrovie hanno proclamato un’astensione di 23 ore e 59 minuti, dentro uno stato di agitazione rinnovato il 9 aprile 2026. La finestra complessiva confermata dagli avvisi resta quella già pubblicata: dalle 21:18 di lunedì 7 alle 21:00 di martedì 8 settembre, con Gruppo FS, Trenitalia, Trenitalia Tper, Trenord e Italo coinvolti, come riporta anche Virgilio Notizie sulla base degli avvisi aziendali. In Piemonte si somma un’astensione di ORSA Ferrovie per il personale Trenitalia della direzione customer operations CSVD, con gli stessi orari.

Le richieste sono tre e riguardano tutte il perimetro contrattuale. La prima è il rinnovo del contratto nazionale, in scadenza a fine anno. La seconda è il riconoscimento del lavoro usurante per il personale mobile, con garanzie su riposi, ferie e conciliazione tra vita e lavoro: CUB Trasporti e SGB chiedono «garanzie vere su riposi, ferie, pasto e una vera conciliazione vita-lavoro». La terza è di politica industriale: le sigle contestano la divisione del servizio Intercity in tre lotti da mettere a gara e, secondo la loro proclamazione, la bocciatura alla Camera della clausola sociale che avrebbe accompagnato quel passaggio.

Il dettaglio che spiega meglio la geografia della protesta è l’esclusione contenuta nell’avviso Trenitalia: il personale mobile del Regionale delle Direzioni Provinciali di Trento e Bolzano non partecipa allo sciopero nazionale. In Trentino-Alto Adige la mobilitazione esiste, ma con altre coordinate: uno sciopero separato di 8 ore, dalle 09:01 alle 17:00 di lunedì 7 settembre, per lo stesso personale mobile di Trento e Bolzano.

Sul versante degli effetti, gli avvisi aziendali precisano il comportamento del servizio lombardo: secondo MilanoToday, Trenord fa viaggiare lunedì sera i treni con partenza entro le 21:18 e arrivo entro le 22:18, mentre martedì 8 sono attivi solo i servizi minimi garantiti, con autobus sostitutivi sui collegamenti aeroportuali. Il personale ATM di Milano non aderisce: metropolitane, autobus e tram restano in servizio regolare, un elemento che circoscrive l’impatto sul trasporto urbano della città più esposta ai flussi pendolari.

Su un punto questa edizione non pubblica numeri: la quantificazione delle corse soppresse non è tra i dati accertabili al momento della pubblicazione. Chi deve viaggiare trova l’elenco dei collegamenti assicurati nella pagina dei treni garantiti di Trenitalia, che è la parte del servizio che l’azienda dichiara di mantenere durante l’astensione.

Il calendario che conta ora è quello contrattuale: il contratto nazionale di riferimento scade a fine 2026.

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