Il Cnr certifica l'estate italiana più calda dal 1950: media nazionale a 24,3 gradi
Storia che il mattino non ha raccontato. Il dato consolidato colloca l'estate 2026 al primo posto della serie italiana; agosto ha chiuso con una media di 25,6 gradi e un'anomalia che cambia sensibilmente a seconda del periodo di riferimento.
Il Consiglio nazionale delle ricerche ha pubblicato il dato consolidato dell’estate 2026 in Italia: la temperatura media nazionale, misurata a due metri dal suolo, è stata di 24,3 gradi. È il valore più alto della serie italiana dal 1950. Il riferimento indicato dal Cnr è il dataset Era5-Land del Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine.
Il mese che pesa di più è agosto, chiuso con una media nazionale di 25,6 gradi.
Perché la stessa anomalia ha due numeri
Il punto tecnicamente più interessante del dato riguarda proprio agosto, e vale la pena spiegarlo perché è la fonte di quasi tutti gli equivoci nelle discussioni sul clima. Il Cnr indica due anomalie per lo stesso mese: +5,2 gradi rispetto alla climatologia 1951-1980 e +3,5 gradi rispetto a quella 1991-2020.
Non sono due misure in contrasto: sono la stessa temperatura confrontata con due periodi di riferimento diversi. Il primo descrive quanto agosto 2026 si allontani da un clima ormai lontano nel tempo; il secondo quanto si allontani dai trent’anni più recenti, che già incorporano una parte del riscaldamento avvenuto. La distanza fra i due numeri — 1,7 gradi di scarto fra le due anomalie — è di per sé un’informazione: misura quanto la base di confronto si sia spostata.
Quando un titolo riporta un’anomalia senza dire su quale periodo è calcolata, quel numero non è verificabile.
| Grandezza | Valore |
|---|---|
| Media estiva nazionale 2026 | 24,3 °C |
| Media nazionale agosto 2026 | 25,6 °C |
| Anomalia agosto su 1951-1980 | +5,2 °C |
| Anomalia agosto su 1991-2020 | +3,5 °C |
| Anomalia estiva Lombardia su 1991-2020 | +3,1 °C |
Il dato regionale
Una seconda rilevazione, indipendente dalla prima e prodotta da un ente diverso, arriva dall’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente della Lombardia. Il Centro regionale Idrometeo e Clima registra per l’estate un’anomalia di +3,1 gradi rispetto al periodo 1991-2020 e conta cinque ondate di calore.
Il confronto fra il dato lombardo e quello nazionale va fatto con cautela: entrambi usano lo stesso periodo di riferimento più recente, ma coprono scale territoriali diverse e sono elaborati da soggetti diversi, con reti di misura proprie.
Che cosa non sappiamo
Non conosciamo la distribuzione geografica dell’anomalia estiva all’interno del paese: una media nazionale non dice quali regioni abbiano contribuito di più. Non abbiamo, nel materiale disponibile, i dati di precipitazione dell’estate, che sono l’altra metà di qualunque bilancio stagionale.
Non abbiamo la posizione delle estati precedenti nella graduatoria: sappiamo che il 2026 è al primo posto dal 1950, non di quanto abbia superato la seconda.
Il numero da trattenere, con il suo perimetro esplicito, è questo: 24,3 gradi di media nazionale a due metri dal suolo nell’estate 2026, primo valore della serie italiana dal 1950, su dati di rianalisi Era5-Land.
Fonti: RaiNews (dati del Cnr); ARPA Lombardia (Centro regionale Idrometeo e Clima).
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