Legge elettorale al Senato e ddl antisemitismo alla Camera: la settimana del Parlamento
Ripreso in commissione l'esame della riforma elettorale dopo il via libera alle preferenze; restano aperti sbarramento e ballottaggio. Alla Camera è atteso il voto sul disegno di legge contro l'antisemitismo, con un presidio annunciato per mercoledì.
Il 7 settembre 2026 la commissione del Senato ha ripreso l’esame della legge elettorale. Il punto di partenza è l’emendamento approvato la settimana precedente su iniziativa del centrodestra, che reintroduce le preferenze: lo riferisce il notiziario dell’agenzia Dire ripreso da Ragionieri e Previdenza, e la ricostruzione dei lavori parlamentari pubblicata da Il Post inquadra lo stesso passaggio.
Il dettaglio procedurale che conta più di molte dichiarazioni è questo: alla Camera lo stesso emendamento era stato respinto con voto contrario. La reintroduzione delle preferenze, dunque, non è un punto acquisito del percorso legislativo ma una scelta che le due aule hanno finora trattato in modo opposto. Un testo che cambia di segno passando da un ramo all’altro del Parlamento è destinato a tornare indietro.
Quello che manca
Restano da definire due elementi che, in una legge elettorale, valgono quanto tutto il resto: la soglia di sbarramento e il meccanismo del ballottaggio. Sulla soglia si decide quali forze entrano in Parlamento; sul ballottaggio si decide come si forma la maggioranza. Finché quei due punti non sono scritti, il sistema di voto non è descrivibile: le preferenze riguardano il rapporto fra elettore ed eletto, non il modo in cui i voti diventano seggi.
Le opposizioni protestano. Il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte ha contrapposto la concentrazione del governo sulla riforma elettorale alle risposte che, a suo giudizio, andrebbero date a chi si trova in difficoltà. Non ci risulta, dalle fonti odierne, un testo unificato depositato e pubblico: la discussione è ancora dentro la commissione.
Il disegno di legge sull’antisemitismo
Il secondo fronte è alla Camera. Il disegno di legge sul contrasto all’antisemitismo è atteso al voto della Commissione Affari costituzionali nei prossimi giorni. La notizia proviene al momento da un’unica origine (il notiziario dell’agenzia Dire, ripreso da Città di Napoli); nessuna conferma indipendente disponibile, e nemmeno una data certa per il voto.
L’ANPI, insieme ad Amnesty International, alla FNSI e ad altre associazioni, ha annunciato un presidio a Montecitorio per mercoledì dalle 13. Nella nota diffusa, l’associazione definisce in questi termini l’effetto che attribuisce al provvedimento:
«gravissima lesione ai diritti di libertà politica, culturale e accademica» — ANPI, associazione nazionale partigiani d’Italia
I senatori di Fratelli d’Italia respingono l’accusa di bavaglio e sostengono che il testo lasci intatta la possibilità di criticare le politiche di qualunque governo, compreso quello israeliano. Le due letture non si toccano perché riguardano cose diverse: da un lato l’intenzione dichiarata dei proponenti, dall’altro gli effetti che i firmatari del presidio attribuiscono alla formulazione della norma.
Che cosa non sappiamo
Non abbiamo il testo del disegno di legge sull’antisemitismo nella versione che arriverà al voto, e senza il testo non è possibile misurare né l’una né l’altra tesi: le definizioni adottate, l’ambito di applicazione e le eventuali clausole di salvaguardia sono esattamente il punto in discussione. Sulla legge elettorale non conosciamo il calendario dei lavori né quali emendamenti su sbarramento e ballottaggio siano stati depositati.
Due date sono fissate: il presidio di mercoledì dalle 13 davanti a Montecitorio e la prosecuzione dell’esame in commissione al Senato. Il resto — voti, testi, tempi — è materia delle prossime sedute.
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