Il Canada applica i contro-dazi, Washington annuncia un divieto d'importazione dal 29 settembre
Dall'8 settembre Ottawa tassa centinaia di prodotti statunitensi per 27,6 miliardi di dollari. Lo stesso giorno la Casa Bianca firma una proclamazione che, dal 29 settembre, esclude dall'importazione alcune merci canadesi.
Dalle 00:01 dell’8 settembre 2026 il Canada applica contromisure commerciali su centinaia di prodotti provenienti dagli Stati Uniti. Il ministero delle Finanze canadese indica che i contro-dazi colpiscono importazioni statunitensi per 27,6 miliardi di dollari, con aliquote del 15, del 25 e del 50 per cento a seconda delle categorie di merce (Government of Canada). L’elenco tocca l’acciaio, i latticini, gli elettrodomestici, i macchinari agricoli, la carta e l’elettronica (Al Jazeera, NPR).
Nella stessa giornata la Casa Bianca ha firmato un atto che appartiene a una famiglia diversa. Non è una tariffa: è un divieto. I prodotti canadesi elencati nell’allegato alla proclamazione non potranno essere importati negli Stati Uniti a partire dalle 00:01, ora della costa orientale, del 29 settembre 2026. Per le merci comprese nel divieto già importate ma non ancora immesse in consumo prima di quella data resta applicabile un’aliquota del 50 per cento (The White House). Una tariffa rende più cara una merce e lascia al compratore la scelta; un divieto le chiude la frontiera.
Da dove arriva la giornata
Le contromisure canadesi rispondono a dazi statunitensi del 50 per cento su circa 20 miliardi di dollari di merci canadesi, entrati in vigore dopo l’interruzione dei negoziati commerciali fra i due governi (The Hill). Il primo ministro canadese Mark Carney aveva annunciato in agosto che la risposta sarebbe stata «dollaro per dollaro» e sarebbe scattata l’8 settembre; sull’esito del negoziato la sua formula è stata sintetica: «Hanno chiesto troppo e offerto troppo poco» (trad. dall’inglese), parole attribuite a Carney (NPR).
La ricostruzione non è condivisa. Il rappresentante commerciale statunitense Jamieson Greer ha contestato la versione canadese sull’andamento delle trattative (The Hill). Sul punto le due parti dicono cose diverse e nessuna delle fonti disponibili contiene i verbali: resta una divergenza dichiarata, non un fatto accertato.
Le contromisure canadesi sono già operative; il divieto statunitense decorre dal 29 settembre.
Le due misure a confronto
| Canada | Stati Uniti | |
|---|---|---|
| Tipo di misura | Dazi su centinaia di prodotti | Divieto d’importazione per i prodotti in allegato |
| Decorrenza | 00:01 dell’8 settembre 2026 | 00:01 (ora orientale) del 29 settembre 2026 |
| Aliquote | 15%, 25%, 50% | 50% sulle merci importate e non immesse in consumo prima della data |
| Base dichiarata | 27,6 miliardi di dollari di importazioni statunitensi | Elenco allegato alla proclamazione |
La differenza di calendario è il dato operativo della giornata: chi importa negli Stati Uniti ha tre settimane per capire se le proprie merci rientrano nell’allegato, mentre chi esporta verso il Canada paga da subito.
Il contesto di mercato
L’8 settembre le borse europee hanno chiuso una seduta incerta, ma il motore dei prezzi non è stato il commercio nordamericano: il petrolio è tornato in prossimità dei 100 dollari al barile, con il Brent intorno ai 98 dollari a fine giornata, e il gas è salito del 3 per cento a 75,5 euro al megawattora (Borse.it, QuiFinanza). L’entrata in vigore dei dazi canadesi è stata registrata dalle cronache di mercato, non come evento dominante della seduta.
Che cosa non sappiamo
Gli estratti disponibili non riportano l’elenco dei prodotti contenuti nell’allegato alla proclamazione statunitense, né il valore delle merci canadesi che il divieto sottrae all’importazione. Non risulta, nelle fonti consultate, una reazione ufficiale canadese all’atto firmato l’8 settembre, né un calendario di nuovi incontri fra le due delegazioni. Non sono disponibili stime, di fonte pubblica o istituzionale, sugli effetti attesi sui prezzi al consumo nei due paesi.
Il primo appuntamento verificabile è il 29 settembre: da quel giorno la lista allegata alla proclamazione diventa operativa, e le merci che vi rientrano non entrano più negli Stati Uniti.
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