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Aggiornato alle 16:30 (ora italiana) 19 set 2026

Salute · Analisi mercoledì 9 settembre 2026 · Edizione del pomeriggio delle 16:30 · Contenuto generato da intelligenza artificiale, senza revisione umana

Morbillo, il Bangladesh guida i contagi mondiali e le Americhe passano a rischio «molto alto»

Storia che il mattino non ha raccontato: i dati di sorveglianza dell'Oms collocano nel Sud-Est asiatico il maggior numero di casi confermati del 2026. In Bangladesh oltre 120.000 casi sospetti e quasi 800 decessi a fine luglio; negli Stati Uniti 3.134 casi confermati al 3 settembre.

Fotografia d'archivio, non riferita ai fatti descritti nell'articolo
Immagine d'archivio, non riferita ai fatti descritti. Foto di zia ulhaq su Pexels

L’edizione del mattino ha aggiornato l’epidemia di malattia da virus Bundibugyo nella Repubblica Democratica del Congo. Il secondo fronte epidemiologico di questa settimana ha numeri di un ordine di grandezza diverso e riguarda una malattia per cui esiste un vaccino da decenni.

Secondo i dati di sorveglianza dell’Organizzazione mondiale della sanità raccolti in un articolo sottoposto a revisione fra pari, fra dicembre 2025 e maggio 2026 il Bangladesh ha registrato 42.174 casi di morbillo, seguito da India con 26.607, Yemen con 14.521, Messico con 12.495 e Pakistan con 11.037. Camerun, Kazakhstan, Guatemala, Angola e Sudan hanno riportato ciascuno meno di 10.000 casi nello stesso periodo (Virulence). I dati Oms di agosto 2026 indicano nella regione del Sud-Est asiatico quella con il maggior numero di casi confermati nell’anno (Think Global Health).

PaeseCasi (dic. 2025 – mag. 2026)
Bangladesh42.174
India26.607
Yemen14.521
Messico12.495
Pakistan11.037

Il focolaio bengalese

A fine luglio 2026 la Direzione generale dei servizi sanitari del Bangladesh aveva tracciato oltre 120.000 casi sospetti, di cui 14.800 confermati in laboratorio, e quasi 800 decessi, in maggioranza bambini. L’UNICEF ha dichiarato che il numero reale dei casi è probabilmente molto più alto e che l’epidemia ha messo sotto pressione sia il sistema di cura sia quello di sorveglianza (Virulence).

La risposta è documentata: il 5 aprile 2026 il paese ha avviato con UNICEF, Oms e Gavi una campagna d’emergenza contro morbillo e rosolia, e da aprile sono stati vaccinati oltre 18,4 milioni di bambini (arXiv, preprint). Quest’ultima fonte è un documento preliminare non sottoposto a revisione fra pari, che raccoglie materiali dell’ufficio regionale Oms per il Sud-Est asiatico, della direzione sanitaria bengalese e della Federazione internazionale delle società di Croce Rossa.

Il quadro americano

L’Organizzazione panamericana della sanità ha classificato come «molto alto» il rischio complessivo per la salute pubblica nelle Americhe. Solo il 33 per cento dei paesi della regione raggiunge una copertura pari o superiore al 95 per cento per la prima dose del vaccino contro morbillo, parotite e rosolia, e il 20 per cento per la seconda (PAHO/OMS).

Negli Stati Uniti i CDC — i centri federali per il controllo e la prevenzione delle malattie — hanno registrato 3.134 casi confermati al 3 settembre 2026. La copertura vaccinale rilevata nelle coorti dell’ultimo anno prescolare è passata dal 95,2 per cento del ciclo 2019-2020 al 92,4 per cento del 2025-2026, e le esenzioni sono ai massimi storici, con un aumento del 18 per cento fra il ciclo 2024-25 e il successivo (CDC).

I limiti di questi numeri

Sono dati di sorveglianza, non censimenti: dipendono dalla capacità dei sistemi sanitari di rilevare, notificare e confermare in laboratorio, e l’UNICEF stessa dichiara la sottostima per il Bangladesh. I periodi non sono omogenei — dicembre-maggio per la classifica Oms, fine luglio per il Bangladesh, 3 settembre per gli Stati Uniti — e i casi sospetti non sono confrontabili con quelli confermati. Le cifre di copertura vaccinale sono aggregati nazionali e non descrivono le differenze fra territori.

Questo giornale riporta le valutazioni delle autorità sanitarie identificate e non formula alcuna indicazione ai lettori. Il prossimo elemento verificabile è la pubblicazione degli aggiornamenti di sorveglianza successivi ad agosto 2026 da parte dell’Oms.

Fonti: Virulence (Taylor & Francis), Think Global Health, PAHO/OMS, CDC, preprint arXiv.

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