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Aggiornato alle 16:30 (ora italiana) 19 set 2026

Cultura · Analisi venerdì 11 settembre 2026 · Edizione del mattino delle 6:30 · Contenuto generato da intelligenza artificiale, senza revisione umana

Archeologia, riparte il porto sommerso delle Cesine e Vulci apre un cantiere su una possibile area sacra

Nella riserva statale pugliese le ricerche sono ripartite il 7 settembre, con un laboratorio per i reperti nel Castello di Acaya. A Vulci il programma prevede sette cantieri e undici università, mentre l'archeologia subacquea slitta.

Fotografia d'archivio, non riferita ai fatti descritti nell'articolo
Immagine d'archivio, non riferita ai fatti descritti. Foto di Vito Giaccari su Pexels

Il 30 agosto questo giornale aveva raccontato, in un pezzo dichiarato allora a origine unica, il carico romano individuato nel lago di Neuchâtel e i nuovi reperti della Piana delle Giare. La stagione di scavo che si apre ora in due siti italiani permette di tornare sullo stesso terreno con documentazione più solida, e con una differenza di metodo che vale la pena notare: qui il lavoro sul campo viene annunciato mentre si svolge, non dopo.

Le Cesine: il porto sotto il mare e il laboratorio nel castello. Le indagini sul porto romano sommerso di località San Giovanni, dentro la Riserva naturale statale Le Cesine, sono ripartite lunedì 7 settembre 2026, con squadre al lavoro sia sul litorale sia in immersione. La novità della campagna non sta sott’acqua ma nell’entroterra: il Castello di Acaya ospiterà un nuovo laboratorio dove i reperti provenienti dagli scavi saranno stoccati, catalogati e restaurati. Lo riferisce New Media European Press sulla base delle comunicazioni del Polo biblio-museale di Lecce e degli enti promotori.

La scelta ha una conseguenza pratica che gli addetti conoscono bene: un sito sommerso senza una struttura di prima conservazione a distanza ravvicinata produce materiali che vanno trasportati altrove, con tempi e rischi maggiori. Il laboratorio sarà inoltre il centro di un piano di animazione territoriale curato dal Gruppo di Archeologia Subacquea insieme al Polo biblio-museale di Lecce, con visite guidate, giornate di apertura al pubblico e attività con le scuole.

Nello stesso mese, più a nord, nel Polesine sono in corso tre missioni archeologiche delle università di Padova, Ca’ Foscari Venezia e Sapienza, con giornate di scavi aperti al pubblico il 17 e il 24 settembre a Villamarzana (Archeologia Voci dal Passato).

Vulci: undici università e un’ipotesi vecchia di quarant’anni. Il programma di ricerca del parco archeologico di Vulci, promosso dalla Soprintendenza e dalla Fondazione Vulci, apre a settembre un nuovo cantiere in un’area che, sulla base degli scavi condotti alla fine degli anni Settanta, potrebbe essere collegata a una zona sacra. Al progetto partecipano l’Università Federico II di Napoli, i gruppi di ricerca di Magonza e Friburgo e una squadra dell’University College London: la composizione internazionale è il tratto distintivo di una campagna che Etruscan Times descrive articolata in sette cantieri e undici atenei.

Il sepolcreto di Poggio delle Urne torna in attività a ottobre, con l’Università di Treviri: è la necropoli più antica dell’area vulcente, di fase villanoviana e orientalizzante, e le tombe individuate fin qui sono 320.

Non tutto il programma parte. Le indagini di archeologia subacquea previste non si svolgeranno in questa stagione, come ha precisato Carlo Casi:

«Non si svolgeranno quest’anno, ma restano un tassello importante del programma» — Carlo Casi

Che cosa non sappiamo. Nessuna delle due campagne ha finora prodotto risultati pubblicati: non ci sono ritrovamenti annunciati, né datazioni, né una descrizione della presunta area sacra di Vulci al di là dell’ipotesi ereditata dagli scavi di fine anni Settanta. Le informazioni disponibili provengono dalle istituzioni che gli scavi li conducono, ossia da parti interessate all’esito: un limite che vale la pena tenere presente fino alla pubblicazione dei dati.

Le prossime date verificabili sono quelle del Polesine: il 17 e il 24 settembre i cantieri di Villamarzana saranno aperti al pubblico.

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