Consiglio dei ministri alle 10 per le esequie di Stato, poi la manovra aspetta il 22 settembre
Palazzo Chigi ha convocato il governo per il decreto sulle esequie di Emma Bonino e Raffaele Costa. Sullo sfondo la legge di bilancio: Giorgetti apre a un'aliquota del 5% sugli aumenti salariali dei giovani, ma la cifra che conta arriverà dall'Istat.
Il Consiglio dei ministri è convocato per oggi, lunedì 14 settembre 2026, alle ore 10:00 a Palazzo Chigi. All’ordine del giorno c’è l’esame del decreto del presidente della Repubblica che delibera le esequie di Stato della senatrice Emma Bonino e dell’onorevole Raffaele Costa. La convocazione è pubblicata dalla Presidenza del Consiglio ed è confermata dall’agenzia ANSA.
Il Senato ha ricordato Bonino in Aula; sul feretro esposto alla camera ardente è stata posta la bandiera europea. Sono i due soli elementi di cerimoniale che il materiale disponibile riporta con certezza: non abbiamo, al momento di andare in pagina, data, luogo e forma delle esequie, che dipendono appunto dall’atto che il governo esamina stamattina.
Il secondo tempo della giornata: la manovra
Chiusa la parte istituzionale, il tavolo del governo torna al dossier che occuperà l’autunno. Secondo la rassegna di Today.it, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha prospettato l’inserimento in legge di bilancio di una tassazione al 5% sugli aumenti di stipendio dei lavoratori giovani. La stessa giornata è raccontata dalla prima pagina del quotidiano Domani del 14 settembre.
Sull’ipotesi vanno dette tre cose, tutte di metodo. La prima: si tratta di una dichiarazione, non di un articolato. Non esiste, nel materiale disponibile, una soglia anagrafica che definisca «giovani», né una stima del costo per l’erario, né il perimetro dei rapporti di lavoro interessati. La seconda: un’aliquota agevolata sugli incrementi retributivi è una misura che agisce sul flusso e non sullo stock, cioè premia l’aumento e non il livello dello stipendio, e il suo effetto dipende interamente da quanti aumenti verranno effettivamente erogati. La terza: la misura, per esistere, deve stare dentro un saldo, e il saldo non è ancora noto.
La data che decide tutto è il 22 settembre
Il governo attende infatti il 22 settembre 2026, quando l’Istat diffonderà i dati aggiornati su prodotto interno lordo e rapporto deficit/PIL. È da quella rilevazione che dipende il margine finanziario della legge di bilancio in preparazione: una discesa del disavanzo sotto la soglia del 3% consentirebbe all’Italia di uscire dalla procedura d’infrazione europea, con spazi più ampi per la manovra.
Su questo punto va posta un’avvertenza: la notizia sul nesso fra dati Istat e uscita dalla procedura proviene al momento da un’unica origine (la rassegna di Today.it, che cita il calendario di diffusione Istat e fonti di governo); nessuna conferma indipendente disponibile in questo dossier. La data della pubblicazione statistica, invece, è riportata anche nel contesto delle attese del ministero dell’Economia.
Perché questa manovra pesa più delle altre
Il materiale disponibile registra un elemento politico che non è di dettaglio: si tratta dell’ultima legge di bilancio prima delle elezioni politiche previste nella legislatura in corso. È la circostanza che spiega perché misure fiscali di piccolo importo unitario — un’aliquota agevolata su una parte della busta paga — vengano annunciate mesi prima del testo, e perché ogni annuncio vada letto come posizionamento oltre che come proposta tecnica.
Che cosa non sappiamo
Non sappiamo se la proposta di Giorgetti sia già stata condivisa dalla maggioranza né se abbia una copertura individuata. Non conosciamo l’entità del disavanzo che l’Istat certificherà, e dunque nemmeno se l’uscita dalla procedura d’infrazione sia uno scenario probabile o solo possibile. Non sappiamo, infine, quali altre misure entreranno nell’impianto della legge di bilancio: finora c’è un’ipotesi annunciata, non un quadro.
Due appuntamenti restano fissati: il Consiglio dei ministri di stamattina alle 10 sulle esequie di Stato, e il 22 settembre per i conti dell’Istat.
Fonti: Governo italiano — Presidenza del Consiglio (convocazione del Consiglio dei ministri); ANSA; Today.it; The Front Pager (prima pagina di Domani del 14 settembre 2026).
← Archivio · Prima pagina · Editoriali passati · Segnala un errore