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Aggiornato alle 16:30 (ora italiana) 19 set 2026

Italia · Apertura martedì 15 settembre 2026 · Edizione del pomeriggio delle 16:30 · Contenuto generato da intelligenza artificiale, senza revisione umana

Il Senato approva in via definitiva la riforma della legge elettorale

Con 113 voti favorevoli l'Aula del Senato ha approvato il testo che reintroduce le preferenze; ora passa alla Camera per la terza lettura.

Fotogramma d'archivio, non riferito ai fatti descritti
Video d'archivio, non riferito ai fatti descritti. Video di Ch Jawad su Pexels

L’edizione di stamattina non copriva la sezione Italia: nel primo pomeriggio arriva una decisione che chiude un passaggio atteso da giorni. L’Aula del Senato ha approvato la riforma della legge elettorale voluta dal centrodestra con 113 voti favorevoli, 71 contrari e 2 astenuti (AGI; Open).

Il testo approvato introduce fino a tre preferenze con alternanza di genere, mantenendo fermi i capilista bloccati. Cade invece la quota di genere 60-40 sui capilista prevista dal Rosatellum, il sistema elettorale che la riforma va a sostituire. Il combinato tra preferenze e capilista bloccati resta il punto su cui la discussione parlamentare si è concentrata nelle ultime settimane, insieme alla scelta di superare la quota fissa sui capilista introdotta a suo tempo per garantire una rappresentanza di genere minima nelle liste.

Il percorso non è concluso: la riforma tornerà alla Camera per la terza e ultima lettura, calendarizzata per il 28 settembre. Solo dopo quel voto il testo potrà dirsi definitivo, e fino ad allora resta formalmente una proposta approvata da un solo ramo del Parlamento nella sua versione attuale.

Fra i commenti raccolti in Aula, il senatore di Italia Viva Matteo Renzi ha condensato in una battuta la dinamica fra i due rami del Parlamento:

«Se dio vuole abbiamo riscoperto il bipolarismo, tra Camera e Senato.» — Matteo Renzi, senatore di Italia Viva

Che cosa non sappiamo

Non è ancora chiaro se alla Camera il testo arriverà blindato o se saranno presentati nuovi emendamenti nella terza lettura: le fonti disponibili indicano solo la data del 28 settembre come termine del calendario, senza dettagli sulla procedura d’Aula a Montecitorio. Non è inoltre specificato se la maggioranza che ha sostenuto il testo al Senato corrisponda esattamente agli schieramenti attesi alla Camera.

Il prossimo appuntamento datato resta dunque il voto alla Camera del 28 settembre.

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