La riforma elettorale approvata al Senato torna alla Camera con il vincolo del nome sul simbolo
Il 15 settembre il Senato ha approvato la riforma della legge elettorale voluta dal centrodestra: preferenze con capilista bloccati e obbligo di indicare il candidato premier, tra i punti che ora tornano a Montecitorio.
Il Senato ha approvato il 15 settembre 2026 la riforma della legge elettorale con 113 voti favorevoli, 71 contrari e 2 astenuti. Il testo, già votato dalla Camera e poi modificato a Palazzo Madama, torna ora a Montecitorio per la terza lettura, con l’approdo in Aula previsto dal 28 settembre.
Tra i contenuti della riforma figura un vincolo che riguarda direttamente le forze politiche: dovranno indicare nel proprio programma elettorale il nome del candidato alla presidenza del Consiglio, pena la non ammissione delle liste. È un elemento che introduce nel sistema elettorale un riferimento esplicito alla figura del premier, pur restando la riforma un intervento sulla legge elettorale e non sulla Costituzione.
Il voto ha diviso nettamente maggioranza e opposizioni. Italia Viva e Azione hanno annunciato voto contrario al provvedimento. Le opposizioni, nel complesso, sostengono che la riforma introduca elementi propri di un premierato senza che sia stata seguita la via di una riforma costituzionale, contestando in particolare l’assenza di un passaggio costituzionale a fronte di un meccanismo che, di fatto, orienta la scelta del capo del governo.
Il percorso parlamentare non è concluso. Il testo dovrà essere esaminato una terza volta alla Camera, con l’approdo in Aula fissato dal 28 settembre: un passaggio che potrebbe portare a ulteriori modifiche rispetto alla versione uscita da Palazzo Madama, dato che si tratta di una terza lettura e non di una ratifica automatica del testo del Senato.
Resta da vedere, nelle prossime settimane, se il vincolo sull’indicazione del nome del candidato premier nel simbolo sarà oggetto di ulteriori modifiche alla Camera, e se le forze che hanno votato contro al Senato manterranno la stessa posizione nel passaggio conclusivo a Montecitorio, dove l’esame riprenderà dal 28 settembre.
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