A Oderzo riemerge un complesso paleocristiano con mosaici policromi
Le indagini della Soprintendenza di Padova, Treviso e Belluno hanno riportato alla luce, nell'area dell'ex pescheria della città veneta, un vasto complesso con mosaici, murature monumentali e sepolture.
Le indagini archeologiche coordinate dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Padova, Treviso e Belluno hanno riportato alla luce a Oderzo, nell’area dell’ex pescheria, un vasto complesso paleocristiano che comprende mosaici policromi, murature monumentali e sepolture. La notizia proviene al momento da un’unica origine (Artribune); nessuna conferma indipendente disponibile.
I mosaici coprono quasi per intero la pavimentazione dell’area di scavo, che misura quindici per trenta metri. I motivi decorativi comprendono disegni raffinati, tra cui ottagoni intrecciati e nodi doppi realizzati nei colori rosso e azzurro, secondo la descrizione fornita dalla fonte.
Accanto all’edificio principale sono emerse altre strutture, tra cui un’area di produzione collegata al cantiere della basilica: in questo settore sono state rinvenute tessere musive, marmi lavorati e una piccola fornace, elementi che indicano la presenza di un’attività artigianale legata direttamente alla realizzazione dell’edificio di culto.
Le fonti a disposizione non specificano una datazione puntuale del complesso né il numero delle sepolture individuate, elementi che restano da chiarire in successive comunicazioni della Soprintendenza. Resta inoltre da definire, sulla base del materiale disponibile, se lo scavo proseguirà con nuove campagne o se la fase di indagine si considera conclusa con questa scoperta.
Il rinvenimento si aggiunge comunque al patrimonio archeologico della città veneta, già nota per stratificazioni che vanno dall’epoca romana all’alto medioevo. La combinazione di mosaici, murature monumentali, sepolture e un’area produttiva collegata al cantiere della basilica configura, allo stato delle informazioni disponibili, un complesso di rilievo per lo studio dell’edilizia di culto paleocristiana nel Veneto orientale. Ulteriori dettagli sulla cronologia e sull’estensione dello scavo dipenderanno dalle comunicazioni ufficiali della Soprintendenza, non ancora pubblicate per intero al momento di questa analisi.
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